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In terra ostile

In terra ostile
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Montario, Idaho, anni '50. Il giovane Bruce “Skip” Stevens torna nella sua città dopo qualche mese: ormai si è stabilito a Reno, lavora in un supermarket di nuova generazione, un “magazzino discount” che riesce a fare ai clienti prezzi stracciati perché vende merce acquistata in stock in giro per lo Stato. E infatti Skip sta facendo solo tappa a Montario, è diretto a Boise per incontrare un fornitore: ma ha deciso di passare a trovare Peg, una ragazza con la quale ogni tanto va a letto, senza impegno. Pregustando una seratina coi fiocchi, passa all'emporio del signor Hagopian per acquistare una confezione di preservativi, ma quando arriva alla villetta di Peg scopre con disappunto che è in corso una festicciola con un gruppo di colleghi di lavoro della giovane. Rassegnato ad andare in bianco (anche perché Peg ha visto i preservativi nella sua tasca e non ha gradito affatto di essere stata data così per “scontata”), cerca di rilassarsi e fa la conoscenza di Susan, una donna decisamente più grande di lui appena divorziata che gli pare di aver conosciuto da qualche parte, ma non ricorda dove. Susan gestisce con una socia un piccolo negozio di macchine da scrivere e copisteria, ma gli affari non vanno per niente bene, a quanto pare. Dopo un po' di chiacchiere, Skip saluta tutti e prosegue il suo viaggio. Giunto a Boise, si accorge di aver dimenticato il soprabito da Peg: è notte fonda, ma lui decide di tornare indietro, con la segreta speranza che Peg ci ripensi. Giunto alla casa, la trova immersa nel buio: scavalcando una finestra aperta, trova Susan che riposa da sola su un letto. La vita di Skip sta per cambiare bruscamente...

Scritto nel 1958 ma pubblicato postumo solo nel 1985, In terra ostile è uno dei rarissimi esempi di narrativa mainstream priva di elementi fantastici (anche se i fan dello scrittore di Chicago non mancheranno di rintracciare le atmosfere surreali e le paranoie tipiche della sua sterminata produzione sci-fi qua e là) firmata Philip K. Dick. Una sghemba storia d'amore e d'affari che può anche leggersi come analisi/critica dell'alba della moderna società americana dei consumi, ma che in realtà ha il suo cuore nel rapporto contorto tra il giovane protagonista e lo squallido agente di commercio di mezza età Milton Lumky, “che è il doppio di Bruce, la sua proiezione in un futuro di solitudine e cinismo” come fa notare Carlo Pagetti nella sua introduzione al libro e come sottolinea il titolo originale del  romanzo, In Milton Lumky Territory. Modernissima la prosa, ad elevato tasso erotico la relazione tra Skip e Susan, peraltro sua ex professoressa delle medie: un piccolo gioiello da riscoprire.