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Testimone la notte

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Dario Miranda, poliziotto dalla statura quasi smisurata, inferiore solo al suo amore per la natura e gli animali, è impegnato a ficcare il naso in uno strano “giro” di tagliole nel suo parco preferito, quello Delle Cave a Milano: manco a farlo apposta, però, il suo vero lavoro lo richiama subito all’ordine, perché un tizio mentre fa jogging si imbatte in una mano femminile mozzata. Difficile dire se inizialmente lì ci fosse tutto il corpo, se sia stato sbranato da qualche animale, o se invece lì ci sia arrivata, in qualche modo, la sola mano. Fatto sta che la mano appartiene alla figlia scomparsa di un apprezzato notaio di Milano, e di lì a poco, con modalità simili ma non del tutto identiche si ritrovano altri frammenti di altri cadaveri. Il Miranda e il suo team di colleghi (la “nuova” Andrea Brunner, splendida donna in fuga dalla sua città d’origine per via di uno stalker, e il fedele Rizzo, fedele a lui come a tutti gli affetti, in primis familiari) grazie soprattutto alla collaborazione di un “hacker” giovanissimo ma di provata esperienza come Gianni Losi, riesce a risalire ad un fatto di cronaca, per la precisione di bullismo, avvenuto durante una vacanza a Siena di un liceo “bene”, oltre trent’anni prima. È l’unico elemento capace di mettere in correlazione tutte le vittime del “macellaio”, così viene chiamato l’omicida seriale che oggi spaventa Milano. Le vittime sono in effetti tutte figlie o figli di ex alunni di quel liceo, e di quel dato periodo storico. Il comandante Ascani - con il quale Miranda è tutt’altro che in sintonia - vuole chiudere rapidamente le indagini e individua il responsabile nel padre della vittima di quel vecchio episodio, finita a vivere in sedia a rotelle come un vegetale dopo aver passato anni in coma. Movente: la vendetta, appare quasi scontato. Senonché molte cose non tornano, e Miranda, anche per stima di quell’uomo, ed inoltre spalleggiato e supervisionato “dietro le quinte” dall’affascinante Pm Chiara Baroni, farà il possibile e anche l’impossibile, visto che gli vengono concesse solo 24 ore di tempo ed è anche tormentato da sospetti, forti e improvvisi mal di stomaco, per far cambiare idea ad Ascani…

Thriller dai molti personaggi ma tutti sfaccettati alla perfezione ed in profondità, zeppo di “cliffhanger” ossia di cambi di scenario “sul più bello” tra un capitolo e l’altro, che fa della precisione dei dialoghi e della trama avvincente e multiforme i propri principali punti di forza. Due anni fa Anime trasparenti aveva dato i natali all’ispettore Miranda, ma chi scrive vi assicura che l’attuale romanzo è pienamente godibile anche per chi si fosse perso il primo noir di Bresciani (cui il secondo non effettua che pochissimi e generici rimandi). Altro aspetto fondamentale del libro è la sua capacità di rendere sordido protagonista quel “mondo di mezzo” di grandi e piccoli criminali, che nessuno penserebbe venire così facilmente a contatto con l’alta o altissima borghesia milanese, che invece spesso e volentieri li interpella perché abituata a risolvere facilmente - col denaro e senza sporcarsi mai le mani - gli enormi problemi che può creare con la propria negligenza, cupidigia, manipolazione, prevaricazione del prossimo. Per giungere ad un finale agrodolce, tutto – ogni vicenda, ogni personaggio – deve seguire, anche quando e’ del tutto atroce, il proprio destino sino in fondo… Il risultato finale è davvero sorprendente, tra i migliori in assoluto nel suo genere in questo 2022 e ci spinge a desiderare ardentemente di stringere tra le mani la prossima uscita della serie.