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Tex - La cavalcata del destino

Tex. La cavalcata del destino

L’uomo bianco torna a colpire a morte il popolo rosso. I visi pallidi portano nel campo dei Navajos il vaiolo, con le loro coperte infette fanno ammalare anche Lilith, la moglie di Tex, il capo bianco della tribù. L’eroe cavalca senza darsi tregua per raggiungerla e darle l’estremo saluto, ma non fa in tempo, deve accontentarsi di fare visita alla sua tomba, ma poi la vendica scaricando sui responsabili tutta la rabbia e il rancore. Abbandona al suo destino Sherman nel terribile Mojave Desert, dopo aver massacrato a suon di pugni il suo compagno Higgins. Adesso Sherman lotta per la sopravvivenza, tenendo tra le mani una borraccia con un po’ d’acqua e una pistola con solo una pallottola: la vita e la morte, sta a lui decidere. Se resisterà fino alla salvezza sulla terribile distesa di lava indurita, la borraccia rappresenterà per lui un minimo sollievo, in caso contrario l’unico colpo di cui dispone porrà fine alla sua sofferenza. A un tratto Sherman incontra due pellerossa, padre e figlio: mentre cerca di sopraffarli, ecco che dall’inferno riappare Higgins. Il farabutto è sopravvissuto al pestaggio di Tex, adesso non ha pietà nemmeno per il suo vecchio compagno: lo condanna a morte certa portandogli via la borraccia, poi si fa guidare dal pellerossa più giovane presso una grande pozzanghera dove può rifornirsi di acqua e lo uccide. Trascorrono gli anni, ma Tex non riesce a dimenticare. La notte spesso sogna di essere giunto in tempo per vedere un’ultima volta il dolce volto della moglie, poi si sveglia di soprassalto. Con i suoi pard il ranger è stato convocato da mister Parker, un indiano nominato dal governo federale per tenere i rapporti con le varie tribù dei nativi, che si sposta da una parte all’altra degli Stati Uniti con un treno a vapore. La piaga del vaiolo è tornata a colpire il popolo rosso. Un medico radiato dall’albo, un certo Stokes, ha conservato delle coperte infette prese durante una recente epidemia a New Orleans, facendo in modo che arrivassero alla riserva indiana dei Cherokee per diffondere il morbo. Alle spalle di Stokes sembra operi uno dei pezzi grossi di Washington, il senatore Orville Kurtzmann, interessato a sottrarre agli indiani le loro terre da cui si può estrarre il petrolio; ma chi ha portato le coperte alle tribù? Il passato di Tex sembra intrecciarsi con il suo presente…

Tex, che quest’anno è giunto al suo settantacinquesimo anniversario, torna a vivere una storia in cui il messaggio sempre più attuale di lotta al pregiudizio e alla sopraffazione razziale è innegabile. Il ranger, capo di una tribù indiana e sposo di una Navajos, ancora una volta non è solo il classico buono imbattibile che stermina i cattivi a suon di pugni e colpi di revolver; Tex è uno dei pochi uomini del west che lotta senza darsi tregua per una società dove nativi americani e colonizzatori europei possano convivere. Ognuno nei suoi spazi e nel rispetto assoluto delle diversità culturali. E come sempre accade nella saga ideata da Bonelli e Galleppini, il raggiungimento di un così importante obiettivo non può che passare dall’eliminazione fisica di coloro che vogliono il male, essenzialmente per interessi personali. La lunga cavalcata a una lettura superficiale può apparire la classica storia western e niente più: dei delinquenti uccidono impunemente gli indiani e dietro di loro opera un personaggio assai importante, Tex e i suoi pard si mettono al servizio del buono di turno, il rappresentante dei rapporti con i nativi che vuole punire i responsabili di questi terribili omicidi, il tutto si risolve a colpi di fucile e di colt. Ma limitandosi alla trama si perde il messaggio che la storia deve trasmettere, come si disattendono gli altri temi che si possono individuare. L’amore, che resta oltre alla sete di giustizia il sentimento più pulito avvertito dall’uomo; in particolare l’inesauribile affetto che lega Tex alla sposa Lilith, lui che nelle pagine di uno storico albo disegnato da Galep, quando la ragazza indiana per impedire ai suoi fratelli di giustiziarlo dichiara di volerlo sposare, teme che lei non provi alcun sentimento nei suoi confronti. E infine il tema del soprannaturale, che trasuda da alcune tra le pagine più suggestive. Claudio Villa, nato a Lomazzo in provincia di Como nel 1959, entra alla Sergio Bonelli nel 1982. Dopo aver realizzato alcune avventure di Martin Mystère, si occupa dell’aspetto grafico di due personaggi destinati ad affascinare schiere di lettori, Dylan Dog e Nick Raider. Dalla metà degli anni Novanta inizia a lavorare sulle copertine di Tex, prendendo il posto del compianto Aurelio Galleppini, morto a Chiavari nel 1994. Mauro Boselli (Milano 1953) nel 1984 entra nella Bonelli come redattore delle riviste “Pilot” e “Orient express”. Negli anni Novanta gli viene affidata la cura editoriale del personaggio di Zagor, nel 2000 con Maurizio Colombo crea la serie horror di Dampyr. Dal 2012 è il responsabile della collana di Tex. Graziano Frediani nasce a Lucca nel 1957. Dopo aver lavorato nelle redazioni di “Diva” e “Orient express”, entra alla Sergio Bonelli dove si occupa di articoli e approfondimenti pubblicati sugli albi mensili e sulle edizioni speciali. Matteo Vattani inizia la sua carriera dedicandosi all’illustrazione di libri e riviste per ragazzi. Collabora alla sua prima storia per Tex nel 2015, lavorando con Gianfranco Manfredi all’albo cartonato Sfida nel Montana. Nel 2017 torna alla serie del ranger del Texas colorando Tex tre romanzi d’autore, scritta da Boselli e disegnata da Andreucci.