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Ti aspetto a San Qualcosa

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Simone guarda il mondo e vede uno spazio da scoprire. Svelarne i misteri non è un gioco, ma questione di sopravvivenza. A settembre, quando si trasferisce con la famiglia a San Qualcosa, la minaccia di un luogo che non conosce lo porta a diffidare di quelle case, dei negozi, della scuola e persino dei genitori. Si sono dovuti trasferire per il lavoro di papà. È stata una necessità, come gli ripetono sempre, ma non una scelta di Simone, che si rifiuta persino di chiamare la sua nuova casa per nome. “San Qualcosa” va più che bene, per il momento. Per scoprire le potenziali minacce di questa nuova terra è necessario iniziare da una mappa. Scoprire tutti i suoi luoghi più segreti, in modo da assicurarsi un vantaggio. Ogni giorno, finché sarà necessario, uscirà dalla porta della sua nuova casa e guarderà il mondo con occhi nuovi. A suggerirgli l’idea sono i suoi libri, le sue canzoni e i suoi film preferiti: come hanno fatto i protagonisti, così farà lui. Ecco allora che Simone diventa Hansel, cercando le briciole di pane che ancora lo tengono ancorata alla sua vecchia vita. Il giorno successivo, come in Zanna Bianca, si lascia guidare dagli animali di San Qualcosa, ascoltando ciò che vogliono rivelargli. Un altro giorno si sente GGG, esplorando a grandi passi, e un altro ancora Freddie Mercury, a spasso per le strade cavalcando la sua bicycle. Un giorno è stato anche Harry Potter ed è andato in cerca di magia, sognando di essere in groppa ad una fiammante Nimbus 2000. La mappa, che pian piano inizia a delinearsi, sembra convergere in un unico punto: la piazza centrale dove ogni pomeriggio incontra Sara. All’inizio sembra quasi uno scherzo della fantasia di Simone: che la storia dei libri gli stia causando strane allucinazioni riguardanti compagni d’avventura immaginari? La verità però viene presto a galla. Sara è reale e, forse, lo è anche la sua vita a San Qualcosa…

Beniamino Sidoti è tra i maggiori esperti di narrativa per ragazzi, è persino uno dei fondatori di Lucca Comics & Games, che ha diretto fino al 2000. Insegna scrittura creativa e didattica ludica in tutta Italia, lavora come editor e, cosa non meno importante, scrive. Tra i suoi lavori più recenti compaiono Dante gioca con i dannati, Il ciclo dell’acqua e appunto questo Ti aspetto a San Qualcosa. Che racconta l’essenza di uno dei doni più preziosi dell’infanzia: la curiosità. Ogni adulto rimpiange il modo in cui guardava il mondo da bambino. La meraviglia suscitata dalla novità, dall’inesperienza e dall’ingenuità. Simone, il piccolo protagonista della storia, possiede questo dono e lo usa a suo vantaggio. Appena trasferito a San Qualcosa, sente il richiamo della scoperta. Il nuovo mondo che lo circonda lo interpella, spingendolo ad una delle attività preferite dei bambini: tornare a casa da scuola e passare i pomeriggi fuori casa, rincasando solo prima di cena. Ogni capitolo è dedicato ad un libro per l’infanzia, a una canzone, a un gioco o a un cartone animato e, prendendo spunto dai loro protagonisti, Simone li userà per guardare il paese in modo sempre nuovo. Ogni punto di vista gli permetterà di scoprire qualcosa su sé stesso. Il libro è un grande insegnamento racchiuso in poche pagine, adatto non solo ai bambini, ma anche agli adulti: lasciati stupire. Siamo parte del mondo che abitiamo e solo aprendo la mente riusciremo a capirlo. Lo stimolo alla lettura, ai colori, alla musica e al gioco è fondamentale per il raggiungimento di questo scopo. Simone vuole vivere il mondo e trovare il suo spazio in esso. La lettura della storia è un piacere per la sua scrittura musicale, ritmata ed evocativa, pur restando chiara e adatta ai più piccoli. La letteratura per l’infanzia ha sugli adulti l’affascinante e paradossale potere di riportarli alla realtà della vita.