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Ti mangio il cuore

Ti mangio il cuore

La Capitanata è un fazzoletto di terra di settemila chilometri quadrati che comprende la città di Foggia, la sua provincia - che è anche la seconda più estesa del Paese - e anche tutta l’area del Gargano. Gli antichi greci la chiamavano Daunia, la terra degli Iapigi. La Capitanata è terra di santi. Ogni anno sei milioni di pellegrini visitano la chiesa di San Pio a San Giovanni Rotondo. Lo stesso numero di quelli della santa Gerusalemme. La Capitanata però è anche terra di sangue. Negli ultimi trent’anni si sono registrati 360 omicidi, l’ottanta percento dei quali rimasti irrisolti. Omicidi tutti con un tratto in comune: le vittime, in nove casi su dieci, sono state sfigurate dai loro assassini. Tra il 2017 e il 2018, nella sola provincia di Foggia, si è registrata la media di un omicidio a settimana, una rapina al giorno e un’estorsione ogni quarantotto ore. L’ottanta percento degli imprenditori qui paga il pizzo, spesso anticipando le richieste degli estorsori. La mafia garganica però non ha un nome. Come ha dichiarato la Corte d’assise d’appello di Bari l’11 luglio 2001 è “una mafia più immaginata che dimostrata”. I morti ammazzati però accertano l’esistenza di questa mafia sanguinaria, dai tratti quasi tribali, rurale e che per questo viene definita anche “la Mafia dei Montanari”. Un’organizzazione misteriosa e quasi impenetrabile che, dal dopoguerra fino ai giorni nostri, conta un solo collaboratore di giustizia...

I due giornalisti di razza de “la Repubblica” Carlo Bonini e Giuliano Foschini aprono uno spaccato sull’associazione criminale più sconosciuta in Italia, la cosiddetta quarta mafia, ossia la mafia garganica. Una mafia questa che esercita un controllo militare totale sul territorio, con una brutalità e una violenza quasi bestiale che porta i suoi affiliati a far sparire i cadaveri dandoli in pasto ai porci o a leccare il sangue delle vittime dopo un omicidio per sublimare il concetto di vendetta. Dal punto di vista economico però l’organizzazione ha un profilo estremamente moderno e avanzato, avendo il monopolio di tutta l’industria agroalimentare dell’area e gestendo per camorra e ‘ndrangheta i traffici di droga e di rifiuti. Gli autori raccontano questi terribili episodi con uno stile rapido e immediato, quasi fosse una sceneggiatura cinematografica e quindi trasformano la cronaca in romanzo. Vengono raccolte le testimonianze dirette di investigatori e magistrati ma anche dei carnefici e delle vittime, attraverso le tante intercettazioni riportate che danno spessore, rotondità e veridicità alla narrazione, ricchissima di numeri e atti giudiziari. Un libro fondamentale che fa luce su un capitolo della criminalità nazionale pressoché ignorato dai principali media italiani. Dal libro nel 2022 è stato tratto un film per la regia di Pippo Mezzapesa con la cantante Elodie come protagonista.