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Toby

toby

“Salve! Mi chiamo Toby. E sono un cane”. Si presenta così, con occhi sorridenti: un cucciolo, con il pelo lungo bianco e nero, gli occhi vispi e le orecchie cascanti. Ma quando Toby vuole dare una descrizione di sé più precisa le cose si complicano: si crede grande, ma quando il suo padroncino lo fa incontrare con un grosso cane capisce di essere, in realtà, molto piccolo; in mezzo ad alcuni volpini non è neanche così peloso come pensava e correndo con dei levrieri non si può nemmeno definire snello e veloce. Feroce? Ma se ha paura persino di un rospo! E allora che razza di cane è Toby? Secondo lui della peggiore, quella di cane puntoebasta, senza qualità o caratteristiche particolari. La sicurezza che mostrava nella prima pagina, quando si è presentato al lettore, svanisce e lascia il posto alla tristezza e alla paura di non essere abbastanza. Così il piccolo cane scappa e si ritrova lontano dal suo padroncino, senza casa e senza amici. Sarà questo il destino di Toby? Restare da solo perché non è uguale a nessun altro?

Cos’è più rassicurante? Sapere di avere qualcosa in comune con qualcun altro o avere delle caratteristiche che rendono unici? Il piccolo Toby all’inizio della storia è sicuro di ciò che è: un cane grande, peloso e veloce, ma confrontandosi con la realtà che lo circonda piano piano perde la sua autostima, perché i termini di paragone che prende in considerazione lo portano ad essere "inferiore" e non riesce a trovare una categoria in cui inserirsi (cani grandi, cani pelosi, cani snelli...). confrontarsi con ciò che si trova al di fuori della sicurezza familiare contribuisce a formare il carattere e a valorizzare i punti di forza, la vita è un continuo compararsi con situazioni ma Toby, quando prende coscienza di ciò che è, invece di valorizzare le sue particolarità, sprofonda nell’insicurezza e nella paura di non essere all’altezza delle aspettative del suo padroncino. Come Toby, anche il bambino, quando sta con altri bambini, impara a conoscersi e a capire quali siano le proprie potenzialità, ma il confronto con gli altri a volte è vissuto come un ostacolo troppo grande da superare. Un albo illustrato che affronta la crescita, le prime scoperte, la paura di relazionarsi con gli altri e che sottolinea l’importanza di valori come l’amicizia, l’autostima e l’unicità e che ben si presta a una lettura ad alta voce con i bambini. Rebecca Crane vive in Australia ed è autrice e illustratrice di numerosi albi per bambini; oltre all’attività di scrittrice si dedica anche all’insegnamento e alla realizzazione di festival dedicati all’arte.