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Torino - Nouvelle Vague

Torino - Nouvelle Vague

Sullo sfondo dell’iconico Museo del Cinema torinese, durante l’attesissimo evento dedicato alla cinematografia francese, la “Nuit Blanche”, il giovane sostituto procuratore Erasmo Mancini, recentemente alla ribalta per aver riportato a casa da un brutto sequestro la piccola Magda, s’imbatte nella nota, ma tormentata, attrice Sophie Alma, protagonista di molti film francesi degli anni Sessanta, ex moglie del regista Jean-Simon Leclercq. Quando la domenica mattina successiva il procuratore capo Curzi Irigaray lo chiama per affidargli l’indagine sul brutale assassinio compiuto durante la notte ai danni della donna, Erasmo non riesce a togliersi la sua immagine della sera prima. Nonostante l’investigazione si riveli subito delicata, soprattutto a causa della pressione mediatica, Erasmo, distinguendosi per intelligenza e scrupolo, non si fida della prima impressione che indurrebbe a ritenere colpevole l’ex marito, ma insieme al commissario Ferrando si arrovella sui dettagli, batte ogni pista e valuta ogni circostanza, compresa quella di un cadavere rinvenuto nel Po lo stesso identico giorno dell’omicidio…

Dopo Cosa succederà alla ragazza, edito nel 2014, Franco Ricciardiello, scrittore piemontese, ripropone una vicenda nuova con protagonista il giovane sostituto procuratore Erasmo. La trama è compatta, con dei plausibili (ma tutto sommato non numerosissimi, dato il genere di appartenenza) colpi di scena. La scrittura è lineare, coerente, con un uso ponderato dei periodi, così intensa e vivida da lasciare il lettore in uno stato di attesa, quasi come se si fosse davvero davanti a una pellicola cinematografica di Truffaut. Ciò che risalta all’occhio è l’immediata affezione ai luoghi dello scrittore, che dedica una minuziosa attenzione alla descrizione di Torino, dal Palazzo di Giustizia ai quartieri residenziali dove i personaggi vivono. In aggiunta, apprezzabili sono la misura e l’equilibrio che contraddistinguono la narrazione sotto il profilo giudiziario che non incappa in imprecisioni e, soprattutto, in tediosi tecnicismi, ponendo l’attenzione del lettore più sul profilo investigativo. Tale scopo è altresì conseguito grazie al fatto che, nonostante l’utilizzo della terza persona singolare, Erasmo è così descritto nei suoi pensieri e nelle sue lucide analisi da “confondersi” con un narratore onnisciente di prima persona. Tuttavia, ciò che lascia stupiti è che, sebbene Erasmo sia descritto così doviziosamente, forse proprio questo estremo focus sui suoi pensieri lo limita ad essere un personaggio affascinante sulla carta, ma fortemente distante dal lettore; per la stessa ragione, vale a dire il tentativo di concentrare tutta l’attenzione su di lui, a confronto gli altri personaggi peccano di una scarsa caratterizzazione, risultando – per mantenere il linguaggio cinematografico – delle mere comparse sullo sfondo.