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Torno subito

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“Il genere umano mi incuriosisce sempre”, dice la signora Morte a chi le chiede con insistenza quando arriverà il proprio momento. Addirittura qualcuno vorrebbe avere il tempo necessario per organizzare il proprio funerale e magari anche il tempo di scriverci sopra un libro! Non è certo facile l’esistenza della Morte con tutte le domande, richieste, invocazioni a cui è sottoposta. Prendiamo Felice Fortunato, per esempio, con un nome che è tutto un programma. E un cognome... pure: Lamorte! Chiamarlo al telefono è disdicevole e complicato: appena il tempo di salutarlo e già ti chiede se è morto qualcuno. Richiesta interessata, certo, perché Felice gestisce l’impresa di pompe funebri di famiglia e la Morte è senza dubbio la sua principale committente e lui cura con attenzione tutte le componenti del transito. Se qualcuno reagisce al suo “È morto qualcuno?”, Felice si rifugia nella deformazione professionale, giustificazione che funziona sempre, anche se serve a poco. D’altronde, per questa professione, nella sua vita ha rinunciato anche alla sua passione per l’architettura, scegliendo di lavorare in quell’azienda che da tre generazioni non solo dà da mangiare alla sua famiglia e anche ad alcuni compaesani che vi prestano servizio, ma non ha mai avuto nemmeno un secondo di crisi. Quello dei funerali, si sa, è un vero business, un settore florido e mai privo di clienti e Felice Fortunato Lamorte ha dalla sua anche il fatto di essere titolare dell’unica impresa di pompe funebri in un raggio di trenta chilometri: come dire, assolutamente nessuna concorrenza! Le buone idee, poi, non mancano...

E io? Come vorrei che fosse il mio funerale? Beh, alla fine della lettura viene da chiederselo, soprattutto dopo aver seguito i mille desideri diversi ai quali Felice Fortunato Lamorte e la sua amica Vi’ cercano di dare risposta. Ed è necessario riconoscere che Chiara Cannito ha interpretato alla perfezione, in modo disinvolto e originale, il tema del concorso letterario a cui ha partecipato, vincendolo, che proponeva proprio “Il funerale che vorrei”. Partendo da questo assunto ha lasciato libere le briglie della fantasia, sottomettendole soltanto ai nostri tempi tecnologici. Quindi: un sito e la possibilità di condividere i propri pensieri e desideri sull’ultimo viaggio con tutti. Idea geniale, non c’è che dire, anche se per il povero Lamorte non è andata bene fino in fondo, anche perché c’è sempre chi si approfitta dello spazio/servizio a disposizione per i propri fini e in un attimo Lamorte cade dalle stelle alle stalle, senza possibilità di replica, anzi, con l’aggravante della diceria che “porta sfiga”, che al sud d’Italia è argomento importante! E vogliamo dire di quanto la concorrenza sia in grado di mangiare sopra le disgrazie altrui? Un quadretto preciso e puntuale, attraverso il quale l’autrice va ben oltre la scelta del funerale preferito, soffermandosi su questa umanità superficiale e irrispettosa. Bellissimo poi lo svelare il nome dell’amica/fidanzata Vi’ solo alla fine, in un contesto incredibilmente a sorpresa.