Salta al contenuto principale

Total Overfuck

Quello che sembrava solo un cliente taciturno duro da far venire, si rivela invece per una prostituta il suo assassino: l’uomo, dopo aver martoriato a coltellate il corpo della donna, ci defeca sopra e solo allora – forse! - raggiunge l’orgasmo... Quello che sembrava un amante affettuoso infila a tradimento nella vagina della sua donna durante un amplesso una pistola e fa fuoco col sorriso sulle labbra... Quello che sembra un affettuoso padre di famiglia in realtà ama farsela con baby prostituti che poi uccide e macella... Una oscura organizzazione con ramificazioni anche nella politica mette su un lucroso commercio di CD contenenti le urla agghiaccianti di donne e uomini prima seviziati e poi fatti a pezzi con un frullino... La notizia di un’epidemia di virus coxsackie mutante mortale che si trasmette mediante il contatto con le feci causa sconcerto in una coppia che ama pioggia dorata e coprofagia... Due assidui frequentatori di un club nel quale si seviziano sessualmente bambini costringendoli anche a subire innovative frequenze subsoniche che causano loro violente emicranie e diarrea si rammaricano della “soppressione” di uno dei piccoli più sexy... Gloria, impiegata alla Byproducts Inc., sorprende nel bagno dell'ufficio la sua collega Monika che vomita sangue. Preoccupata, le chiede cosa sta succedendo e si sente rispondere che già da qualche tempo la ragazza ha le perdite mestruali mensili dalla bocca e non dalla vagina come sarebbe naturale. Gloria convince Monika ad andarsene a casa a riposare e più tardi la passa a trovare: mentre suona al campanello non sa che Monika si sta masturbando e qualcosa le ha morso a sangue il dito con cui si stava toccando... Un bambino segue in tv “Snuff 2000”, la rubrica di BDSM ultraviolento: in questa puntata una donna incappucciata prima sodomizza con una mano la sua vittima, poi la sventra con un frullino. Il bambino, per non essere da meno, uccide allo stesso modo la sorellina...

NPE ripubblica quello che probabilmente è il fumetto più discusso e controverso della storia dell’editoria italiana, il famigerato Psycho Patia Sexualis del fumettista spagnolo Miguel Ángel Martín. L’opera, una antologia di microstorie pornografiche ultraviolente con venature distopiche o addirittura fantascientifiche datata 1992, quando tre anni più tardi fu tradotta in Italia, fu oggetto di un inedito provvedimento preventivo della magistratura e sequestrata mentre era ancora in tipografia. Il volume presenta in appendice addirittura gli atti del Processo alla Procura di Cremona. Un coro di voci autorevoli si levò nel 1995 per difendere la causa di Martín, da Aldo Busi a Milo Manara e Oliviero Toscani: nel volume sono riportati i loro interventi di allora. Ma l’operazione editoriale di NPE è assai interessante anche per chi – come me – ha già in biblioteca Psycho Patia Sexualis, perché sono presenti anche (oltre ad approfondimenti su Jorge Vacca e le sue Edizioni Topolin) altre brevi antologie a fumetti dell’autore spagnolo, alcune del tutto inedite in Italia (Hard-On e Feel the pain, feel the pleasure). Altre, Anal Core e Snuff 2000, pubblicate a loro tempo soltanto su fascicoletti di ormai difficilissima reperibilità. Tra tutti spicca decisamente Snuff 2000, che racconta il dietro le quinte di una serie di video con stupri, torture e uccisioni che unisce alla consueta carica eversiva e perversa di Miguel Ángel Martín una visione ironica e quasi comica dell’ambiente dell’hardcore estremo davvero inattesa e originale. Sono presenti anche foto di scena dal film che nel 2002 il regista Borja Crespo ha tratto dal fumetto (!?), interpretato da Susana Guerrero, Nacho Vigalondo, Antonio Gómez, Andrés Gertrúdix e Darío Paso. Tutti questi fumetti, l’apparato bibliografico e la presenza di nuovi traduzione e lettering (quest’ultimo effettuato utilizzando rigorosamente il font personale del maestro spagnolo, il “Martin”) costituiscono un omaggio ad un fumettista di certo sgradevole, spaventoso, scomodo ma senza dubbio talentuoso e innovativo, soprattutto nel tratto, che troppo spesso – a fronte di temi tanto estremi e disturbanti – viene colpevolmente trascurato quando si parla di Miguel Ángel Martín.