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Touch and splat

Touch and splat
Antonio è un giovane sulla trentina. In attesa di trovare un’occupazione più dignitosa, ha accettato un impiego in un supermercato. La sua vita è perennemente frustrata da aspettative di realizzazione mancate. La presenza di chi invece gode dei piaceri e dei privilegi derivanti da una condizione sociale superiore, accumulano dentro di lui detriti di rabbia che cerca di smaltire ricorrendo al Mental Fitness. Alla guida di una vecchia Pontiac leopardata percorre la lunga traversata della Route 66. Accanto a lui viaggia Jane, una ragazza enigmatica, bella e sfuggente, che lavora come sostegno per anziani in un carcere e con cui da due anni ha una relazione. Raggomitolato sul sedile posteriore Gordon, amico da sempre di entrambi, fuma una canna e accarezza la riproduzione originale di un fucile Winchester. Sono diretti al West Golden Paradise, un vecchio set cinematografico un tempo utilizzato per le riprese dei film western, dove prenderanno parte a un Touch and Splat, un conflitto simulato per sfogare le proprie repressioni, un gioco che si rivelerà fatale…
Al centro di questo nuovo libro di Alessandro Cascio, scioccante e avvincente, vi è un nauseante senso di oppressione che aleggia fin dalle prime pagine e incombe sulla vita dei suoi giovani protagonisti. Convinti che una pur piatta adesione alla logica delle convenzioni sociali sia del tutto inutile alla sopravvivenza, trascinano la propria esistenza in uno stato di pesante frustrazione, che li pervade e li induce a cercare una via d’uscita nel Touch and Splat: la simulazione di un moderno film western in cui si finge di ammazzarsi per liberarsi dal bisogno di farlo davvero. In un’atmosfera tra il giallo e il noir, l’autore tratteggia personalità incapaci di accettare e di farsi accettare nei rapporti con gli altri. Le loro vicende, a poco a poco, rivelano un intreccio mortale che coinvolge il passato e il presente di tutti i personaggi: chi è animato da propositi criminali e chi nasconde verità terribili, chi ignora di essere il bersaglio di un rancore mai sopito e chi ne è indifferentemente consapevole. Ognuno di essi ha un buon motivo per detestare qualcun altro e desiderarne la morte. E pur tuttavia nessuno è mai veramente colpevole, perché la violenza sembra essere il solo modo di comunicare. E tutte le tracce avrebbero potuto farlo capire.