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Tra oggi e domani

Tra oggi e domani

17 gennaio 1960, Sanremo. Gianni è estremamente preoccupato per il suo amico Pips. Dopo quella sera di settembre non riesce a pensare ad altro che a quell’ultima immagine del giovane, a tutto quel sangue. E a quei mostri della Gestapo, che sono riusciti a farla franca ancora una volta. Da allora, Pips non è più riuscito a vivere tranquillo a Sanremo, che fino a quel momento aveva rappresentato il suo porto sicuro. Ha deciso di tornare in Germania, ma non a Colonia, la sua città. Lì i ricordi sarebbero stati ancora più spaventosi. Amburgo gli è sembrata l’opzione migliore: almeno lì avrebbe avuto Ursula accanto a lui, anche se non nel modo in cui aveva desiderato fin dal giorno in cui l’aveva conosciuta. È proprio Ursula ad aver confidato ultimamente a Gianni, suo cugino, che Pips non si è ancora ripreso. Gianni sente che deve recarsi ad Amburgo per verificare di persona lo stato dell’amico e, forse, provare a tranquillizzarsi un po’. Ma Corinne, sua moglie, come sempre lo riporta alla realtà: è domenica ed è impossibile acquistare un biglietto aereo nell’immediato. In più, sta per iniziare il Festival della Canzone e il suo locale si riempirà all’inverosimile di turisti e musicisti. Sarebbe impensabile allontanarsi proprio ora e lasciare tutto sulle spalle del suo socio, Jules. Il viaggio in Germania dovrà aspettare: Pips è un combattente e Gianni deve iniziare a guardare avanti. E magari a concentrarsi un po’ di più sul suo matrimonio… Amburgo. Ultimamente Ursula è sempre più spesso facile preda delle vertigini. Il dottor Unger, il suo medico alla Finkenau, l’ha già tranquillizzata più volte spiegandole che si tratta di semplici cali di pressione, una spiacevole conseguenza del suo piacevole stato di avanzata gravidanza. Joachim, suo marito, si dimostra sempre estremamente premuroso nei suoi confronti. Quello che sta per arrivare, in realtà, non è il primo figlio per lui, ma è come se lo fosse. Jan, nato dalla sua prima moglie Nina, era venuto al mondo durante i suoi tredici anni di lontananza da Amburgo per la guerra, prima, e la reclusione in un campo di prigionia in Russia, poi, cosa che lo aveva privato delle gioie della paternità. Ma questa volta sarà tutto diverso…

Carmen Korn torna in Italia con il secondo volume della Saga delle tre città. Pubblicato a due anni di distanza da Quando il mondo era giovane, ambientato negli anni Cinquanta, Tra oggi e domani copre il decennio successivo, dal 1960 al 1969. La scrittrice e giornalista tedesca si era già fatta conoscere grazie alla Trilogia del secolo, sempre edita da Fazi. Format vincente non si cambia: di nuovo una storia ambientata in più città tedesche (con bonus l’onnipresente italiana Sanremo), di nuovo la presenza di più famiglie le cui vicende si intrecciano più e più volte creando e sciogliendo legami. Il tutto perfettamente adagiato su un contorno storico perfettamente delineato e definito. Gli anni Sessanta portano con sé una ventata di novità, dalla musica (“A voi giovani piacciono tanto quei quattro di Liverpool”), alla moda (“Sempre togliere, mai aggiungere. Lo dice anche Coco Chanel”), all’attualità (“La luna piena ci sarà la prossima settimana. […] E pensare che quel tizio sta camminando lassù in questo momento”). È un decennio in cui si sente la necessità di lasciarsi alle spalle gli orrori della Seconda guerra mondiale, che hanno lasciato segni indelebili sulla pelle e nella mente delle persone (e dei personaggi). Ma non manca la speranza che pervade gli esseri umani e che, come in tutti i romanzi della Korn, riesce a illuminare anche il momento più buio. Il ritmo serrato dei dialoghi e delle scene che si susseguono con repentini cambi temporali, di punto di vista narrativo e di ambientazione trascinano il lettore nel vortice degli eventi, regalandogli la sensazione di stare assistendo a una rappresentazione teatrale. Peculiarità dell’autrice, poi, è quel lasciare in sospeso situazioni e avvenimenti troncando la scena subito dopo il dialogo in cui si anticipa ciò che sta per accadere. Ciò che avverrà in seguito viene lasciato all’immaginazione del lettore, quasi un invito della Korn a comporre a quattro mani i suoi romanzi. Impossibile non riconoscere qui e lì alcuni vecchi amici (il dottor Unger, Henny, Käthe, Alex…) protagonisti della sopra citata “Trilogia del secolo”, segno del desiderio dell’autrice di creare un forte senso di continuità tra le sue opere. Una piccola chicca regalata al lettore affezionato che, senza dubbio, sentiva la nostalgia di quei personaggi che lo avevano accompagnato nel rivivere l’intero Novecento europeo.