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Tracce di pellicola da film sulla costa di Ponente

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Nel microcosmo notturno di una località di riviera nostrana, in mezzo al brulicare delle voci e al tintinnare di bicchieri che, a seconda dell’orario, si fa via via più sonoro o, al contrario, più timido e soffuso, si aggira una figura furtiva dall’aspetto in tutto e per tutto simile a quello dell’attore Jack Nicholson. Nell’atmosfera generale di festa e vacanza, egli si pone in disparte a fumare, sempre solitario, e osserva le scene circostanti: confida poi a qualcuno che avrebbe tanto desiderato vivere lì, su quella costa, dove si crea un’insenatura che concede tregua a tutto, che fornisce quella solitudine che può essere l’inizio da cui ripartire. L’attenzione si sposta poi sul modo frenetico e vorticoso di concepire l’estate da parte dei più giovani, che hanno sempre molto da muoversi ma lo sguardo vuoto, davvero troppo perso soprattutto dietro agli schermi di tablet o cellulari. Si è smarrito - almeno per loro ma forse per quasi tutti - il brivido dell’imprevisto, che può dare solo la casualità dell’incontro fisico, così come si sono persi il piacere e l’abilità della seduzione attraverso gli sguardi. Arriva il giorno successivo e le concrete descrizioni dei “tipi” di donne ed uomini che passeggiano sul corso al lungomare si associano a quelle, più statiche, dei turisti fermi nei bar o sulle panchine: essi per lo più sembrano aver ridotto ai minimi termini la propria attività mentale, e ciò acuisce, se possibile, la malinconia dell’osservatore…

Così come in qualche modo suggerisce il titolo stesso di questo breve libro, l’opera ha un’originale struttura a “frammenti poetici”, descrizioni di scene, quasi fossero una serie di inquadrature dettagliate, tratte di volta in volta da qualche film ambientato in rinomate località di mare. L’insieme di tali frammenti non costituisce in senso proprio una “trama”, per cui al lettore è indubbiamente richiesto lo sforzo di “lasciar andare le immagini” anche dentro di sé. In tal modo, probabilmente, per ciascun fruitore del libro l’insieme delle immagini che esso raccoglie andrà a sollecitare, per associazione intima e personale, sensazioni differenti, determinate dal proprio modo di vivere gli incontri, i rapporti con la gente, i propri momenti di riflessione e di riposo; nel contempo, senz’altro costituirà una base comune per tutti la forte nostalgia che permea i luoghi che “vivono” in pratica solo in primavera ed estate, come la costa di ponente che fa da ambientazione a queste pagine. Indubbiamente scritta in modo abile, l’opera, di respiro assai breve, potrebbe trovare estimatori tra chi è in sintonia con un certo spirito esistenzialista e tra chi non ricerca, nelle proprie letture, necessariamente le coordinate lineari di un preciso racconto.