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True Crime – Grandi casi di cronaca nera nella storia europea

True Crime – Grandi casi di cronaca nera nella storia europea

C’è il caso della regina Cristina di Svezia che ha instaurato un rapporto di profondo affetto con il Marchese Monaldeschi, uomo di origini italiane ben addentro agli ambienti di corte del 1657; e quando però lei viene a sapere che lui avrebbe avviato un’intensa relazione con una ricca nobildonna romana, una decisione definitiva viene presa nell’arco di pochissime ore: il Marchese va eliminato, e accadrà subito, al castello di Fontainebleau. C’è poi il caso della vendetta di tre figli che scoprono che dietro alla morte del padre non si cela un incidente, bensì un assassino senza scrupoli; così come la triste storia di una disgraziata cameriera, accusata ingiustamente di avere avvelenato i suoi padroni con l’arsenico e perciò condannata a morte. E poi la vicenda, vera o forse solo un po’ romanzata, di Poulallier, un leggendario ladro dalla vita incredibile e dalla nascita e la morte circondate dal mistero, giacché lui era definito il “figlio del Pescatore del Diavolo”. Quattro storie, basate su eventi reali, che narrano fatti di sangue avvenuti in Europa tra il 1600 e il 1800, quando la giustizia degli uomini era un enigma e un dramma al tempo stesso...

Wilkie Collins pubblicò tra il 1856 e il 1861 molti racconti su famose riviste dickensiane, in particolare “Household Words” e “All the Year Round”. Partendo da fatti reali, li rinarrava nel suo stile acuto e tagliente, letterario e al contempo molto accurato. Facile dunque vedere in simili racconti, di cui in questa breve raccolta troviamo quattro esempi famosi, l’origine di quel genere giallo che di lì a pochi anni Arthur Conan Doyle, avrebbe portato sino a vette inarrivabili. E però, se da una parte è evidente che Collins non possieda ancora quella capacità narrativa dei suoi successori, è pur vero che il suo basarsi su fonti scritte, e quindi su vicende realmente accadute, dona alle sue opere un tono di cronaca che lascia stupefatto il lettore e che sembra quasi anticipare le opere del nostro tempo. L’attenzione allo svolgimento dei processi ricorda certi resoconti contemporanei di cronaca giudiziaria, giacché l’occhio di Collins sulla realtà è sempre preponderante sull’invenzione. E se lui stesso si sorprendeva delle storture giudiziarie distanti solo pochi anni dalla sua vita, tanto più noi rimaniamo sgomenti dinanzi a mondi dove la legge non era assoluta, o teoricamente tale, bensì creazione, diretta emanazione di nobili e regine che la modificavano a proprio piacimento.