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Tsunami

Tsunami

I millennial, profili social più che persone, sono arrivati anche alla Saker & Saker, con lo slogan ormai è più trito di una cipolla nel soffritto “Il futuro è giovane”, siglando la fine di un’epoca. Per un ultracinquantenne che ha passato la vita a sfornare idee, a inventarsi slogan di quelli che restano, questi giovanotti tutti uguali sono una via di mezzo fra la peste e una iattura. Lo sente, Walter Sartori: il nuovo corso intrapreso dall’agenzia per cui quelli slogan li ha inventati, potrebbe non vederlo più indispensabile. Al ritorno da una convention infatti arriva la chiamata dal gran capo che, con parole mielose, gli propone il prepensionamento. Ricco eh, una buonuscita molto ben pagata ma comunque un’uscita. Accettare di non essere più indispensabile anzi nemmeno necessario è decisamente difficile e doloroso, ma l’inevitabile - come dice la parola stessa - si accetta. A questo punto per Walter è il momento di fare due conti, e come prevedibile il bilancio non è esattamente positivo. L’ex moglie non la riconosce più da tempo, con Enea, il figlio, non c’è dialogo da quando era un bimbo. La compagna che ha è più che altro una sanguisuga che non gli dà più nulla. Forse è davvero il caso di riprendere quei sogni e quelle fantasie rimaste tali da quando era un ragazzo e farle diventare realtà. La scelta del luogo ricade su un sogno di molti, la Polinesia. Messa in vendita la casa i soldi fra una cosa e l’altra ci sono per vivere senza stress e arriva la sera prima della partenza. La passa in un hotel vicino a Malpensa con Trotta, l’amico di una vita, il collega che ancora non è passato per le forche caudine ma teme di essere il prossimo, a bere e a raccontarsi di come sarà vivere in quel paradiso. Tra il dire e il fare però c’è di mezzo il mare, l’oceano per la precisione, e nello specifico qualcosa in grado di stravolgere letteralmente tutto. Uno tsunami...

È un’autobiografia travestita da romanzo, un travestimento voluto per non celebrarsi, perché l’intento non era quello, non era una persona autocelebrativa Stefano - viene spontaneo chiamarlo per nome come un vecchio amico perché siamo tutti, indipendentemente da quanti anni abbiamo, un po’ figli, fratelli o nipoti dei Pooh. Il romanzo è palesemente il racconto della fine di un’epoca e di come la proverbiale porta che si chiude possa diventare un portone aperto. Una bella storia, una trama perfettamente credibile, il prepensionamento per l’avvento dei millennial preso malissimo all’inizio, vissuto come un sopruso, che poi mostra un poco alla volta le sue infinite potenzialità. La voglia di vita di quest’uomo che - passato l’iniziale attimo di smarrimento - prende il sopravvento e lo spinge a ripescare sogni che la vita aveva lasciato tali e trasformarli in realtà. È il ritratto di un uomo per come ce lo ha raccontato chi lo conosceva, chi lo ha vissuto: è stato un vulcano, un’idea dopo l’altra trasformate, nella vita di D’Orazio, ora in canzoni ora in musical, in libri, in mille cose. Amore compreso. Perché come Stefano, capitolato all’amore e al matrimonio non proprio giovanissimo, anche Walter – con appunto la dovuta parte romanzata - dopo la solitudine imposta dallo tsunami che lo fa naufragare su un’isola sperduta per il tempo necessario a far pensare al mondo di averlo perso e a lui di capire che può fare qualsiasi cosa, perfino vivere, trova anche l’amore. Quello vero. La scrittura in qualche punto è forse leggermente “ingenua”, l’entusiasmo sovrasta la raffinatezza, se così si può dire, di un testo a cui sia stato fatto un editing feroce. Ma il romanzo è uscito postumo e gli editing si fanno con l’autore, non senza il confronto. Quindi a parere mio giusto che sia così, la scorrevolezza non ne risente minimamente e anzi lascia uscire con prepotente dolcezza l’entusiasmo che l’autore ci ha messo nello scriverlo. Nel 2012 lo scomparso batterista dei Pooh aveva già pubblicato, quella sì, un’autobiografia: Confesso che ho stonato, dove si raccontava prendendosi in giro, consapevole che i grandi fanno degli errori e li ammettono senza paura né vergogna. Un piacere lasciarsi trascinare per mare e nei pensieri di Walter/Stefano, sulla sua barca con la compagnia di Capitano. E chi sia Capitano lo scoprite leggendo, oltre al libro, l’intervista che Tiziana Giardoni, moglie adorata nei fatti, ci ha gentilmente rilasciato alla presentazione del libro al Salone Internazionale di Torino 2021. Perché anche portare avanti il lavoro tanto amato di chi non c’è più è un atto d’amore.