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Tu io e altre maledizioni

Tu io e altre maledizioni

È il cinque di gennaio e Zoe sta espiando la colpa che ha commesso con l’ennesima punizione comminatale da quell’arpia di sua madre, che lavora in una casa di riposo e che, anziché sequestrarle la pistola per la colla a caldo come ha fatto con la sorella, la costringe a rincorrere Rosina, che ha oltre un secolo di vita, poco meno di novant’anni in più di Zoe e un irrefrenabile istinto all’evasione dal luogo di cura e assistenza nel quale si trova a dimorare: Rosina dalla lingua velenosa da cui Zoe avrebbe talvolta voglia di essere adottata perché dice peste e corna di quella serpe col manico di scopa legato dietro la schiena che l’ha messa al mondo, Rosina che la prende a sputi e morsi perché non vuole essere pettinata, Rosina che si erge sul letto come un trono, Rosina che non è stata abbandonata lì come gli altri signori anziani, Rosina che pretende di fare colazione con uno spritz, Rosina che parla senza capire che dice, Rosina che serra i pugni e la bocca…

Eleonora Babbo e Vincenzo Galli scrivono amalgamando in modo efficace i toni e le vene letterarie un YA con venature fantastiche molto leggibile e riuscito che unisce in modo compiuto vari temi e livelli: l’introspezione psicologica, il soprannaturale, l’amore romantico. L’amico immaginario Teo, incarnazione di tutto ciò che si tenta di lasciarsi alle spalle con il passare del tempo e che invece sovente anche nostro malgrado persiste nel definirci, dell’infanzia della protagonista, Zoe, personaggio tenero, fragile, doloroso, complesso e sfaccettato, si manifesta nuovamente accanto a lei, ma questa volta in carne e ossa, per accompagnarla nell’avventura terribile, magnifica e inevitabile della crescita, quando giocoforza ciascuno è costretto a cercare di risolvere i traumi che ne hanno condizionato la vita sino a quel momento, spesso senza averne nemmeno completa consapevolezza, cercando di dare voce a quei desideri che non si è ancora riusciti a realizzare. A costoro si aggiunge Adam, che ha dei poteri medianici che ancora non sa bene come gestire: il libro però è molto più di un semplice triangolo sentimentale come potrebbe sembrare, e anzi questa dimensione è minoritaria. Viceversa, soprattutto è una poderosa meditazione sulle attese disilluse, le promesse non mantenute e la forza necessaria per essere sé stessi nel mondo.