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Tu non mi conosci

Tu non mi conosci

Lili Rose ha tredici anni quando suo padre la caccia di casa. È un esilio quello a cui viene condannata per ventisette anni, perché non ha saputo mantenere il segreto e ha tradito i suoi fratelli. Ora ha la possibilità di tornare perché il padre John sta ormai per morire, è sconvolta dal cambiamento che vede in lui. L’uomo vigoroso, bello, terribile che lei ha conosciuto, è un vecchio grinzoso attaccato a un respiratore… Woody le spedisce pacchi di poesie e le pagine fotocopiate del proprio diario dal carcere di Fulham. Chissà dove ha preso il suo indirizzo. Lei gli risponde inviandogli alcuni libri, incluso uno dei suoi, ma se suo figlio Rick lo sapesse… Le porte elettroniche della Casa di Cura di Meadowbrook si spalancano appena il fratello minore digita il codice. Lo ha avvisato di non guardarsi intorno e non dare retta a nessuno, stanno solo andando a trovare il loro padre che non è più in sé… Nei giorni feriali, alla stessa ora, Holly risponde al telefono e Steven osserva le medesime dinamiche: venti minuti di conversazione, poche parole da parte di sua moglie che per lo più ascolta e poi il telefono torna al suo posto, lasciandola emotivamente sfinita… Lei ha la pelle chiara, i capelli biondo grano ed è una quacchera non praticante. Suo marito è nero, virile, bellissimo e la ama. Ama lei che rispetto a lui è così insignificante. Lei che lo adora più di ogni cosa… Olcott, New York, 1979. Me ha affittato un bungalow sulla costa meridionale del lago Ontario e ci abita con suo figlio Wolfie. La notte quel luogo è scuro come la pece, devono nascondersi per evitare che il “nemico” li trovi, il padre di Wolfie… Ha quindici anni quando quell’uomo la prende, nel parcheggio del centro commerciale. Degli otto giorni che trascorre nella baracca sulle montagne, incatenata al letto, ricorda gli stupri, le torture, la fame e la consapevolezza che nessuno la troverà… La mamma è in cucina, piange e dice parole che non vuole che Melora e Tyrell sentano. Sono passati diciassette giorni da quando papà, volontario del corpo dei vigili del fuoco, è morto nell’incendio e lei è ubriaca e disperata… Sharon ha tredici anni e una cotta per Ryan Voigt, lo zio tappezziere di Karen, amica di sua sorella Eva. Ryan si diverte a stuzzicare le clienti del negozio, col suo sorriso, il fascino sfacciato, la battuta pronta e a Sharon batte forte il cuore quando le mostra interesse, fino a quella sera…

Pubblicato per la prima volta nel 2004 dall’etichetta americana Ecco Press, Tu non mi conosci raccoglie diciannove storie scritte dalla celebre e pluripremiata scrittrice statunitense Joyce Carol Oates (il suo esordio letterario risale al 1963 con la raccolta By the North Gate) e, che sia chiaro, non è un libro in cui rifugiarsi per evadere un po’ e rilassarsi senza pensieri. Tutto l’opposto. È un libro tossico, velenoso, che risucchia la luce attorno a voi e vi lascia spossati a fine lettura, quando decidete di prendere una pausa, una boccata d’aria fresca prima di immergervi di nuovo in queste vite miserabili, violate, insopportabili, ambientate per lo più nella squallida, diffidente, periferia americana. Ed è in questo che risiede la bellezza della raccolta, nel raccontare la vita con le sue ombre e le sue difficoltà, senza fronzoli e senza edulcorare il finale, anche perché un finale non c’è, si tratta di spezzoni d’esistenza, esempi di resistenza al dolore o della sua accettazione. Si affronta il male, a volte gli si cammina accanto per necessità. Non c’è riscatto e non ci sono esiti positivi. La realtà è cruda e crudele, fatta di famiglie disfunzionali, abusi genitoriali, ignoranza e pregiudizio, malattia mentale, razzismo, violenza sessuale (gli stupri vengono definiti incidenti), sadismo, egoismo a cui sopravvivere a ogni costo, patteggiando con convenzioni e morale, se necessario, poiché in un ambiente spesso ipocrita e omertoso nessuno tenderà la mano per prestare aiuto. Una descrizione minuziosa di sensazioni e pensieri, degli impulsi e dei ragionamenti (spesso contorti) dei personaggi. È questa intensità a dare valore alla lettura. Una intensità a cui la Oates ha abituato i lettori attraverso le sue numerose pubblicazioni, decine di romanzi in cui ha sperimentato vari generi e centinaia di racconti, vincendo numerosi premi letterari (anche i racconti di questo volume, pubblicati su diverse riviste, hanno ottenuto candidature e prestigiosi riconoscimenti). È una parte di America malata e sofferente, raccontata attraverso la vita degli uomini e delle donne che la animano.