Salta al contenuto principale

Tu sei memoria

Tu sei memoria

La caduta di un dentino da latte è sempre un evento felice. Di notte infatti spesso accade una magia. Quando arriva la sera, il dentino viene messo a riposare sotto il cuscino e la Fatina dei dentini oppure un topolino entrano silenziosi in casa e passano invisibili tra le stanze, con un’unica missione: lasciare un soldino sotto il cuscino. Alcuni ragazzini, un po’ più cresciuti, sono convinti che la Fatina dei dentini sia un’invenzione e che il suo compito prezioso sia ricoperto in realtà dagli adulti. Come ogni altra cosa, quindi, è diversa a seconda di come la si racconta. In questo caso Fatina è solo un nome che diamo a degli istanti di cura e di amore e perciò è sicuro che esista. L’esperienza della Fatina dei dentini è ancora molto presente nell’immaginario dei ragazzini e delle ragazzine di nove o dieci anni. Parlare di Shoah con persone di quest’età ha più o meno lo stesso effetto. Il racconto dello sterminio degli ebrei esiste ed è concreto ma si va a inserire in un immaginario molto variegato, nel quale convivono aspetti diversi della vita, fantasie e ingenuità. Certo tra racconto della Shoah e Fatina dei denti le differenze sono tante ma sicuramente un punto in comune: la cura di una persona più grande che racconta. È questa la vera magia. È questa la responsabilità che ci si prende ogni volta che si racconta il passato e si prova a cambiare il presente anche in nome di questo passato...

Matteo Corradini è un ebraista e scrittore. Prepara reading musicali, regie teatrali e soprattutto progetti di didattica della memoria. Dal 2003 fa ricerca sul ghetto di Terezìn, recuperando storie, oggetti e strumenti musicali ed ha curato la nuova edizione del Diario di Anne Frank per Rizzoli e sempre per la casa editrice milanese Per chi splende questo lume, le memorie di Virginia Gattegno. Questo è un libro didattico che rappresenta un aiuto prezioso per tutti gli insegnanti che intendono intraprendere un percorso di educazione alla Shoah in modo attento e consapevole, affrontando un tema così delicato con i bambini e le bambine della scuola primaria. Il libro offre indicazioni di metodo, spingendo gli insegnanti ad aprirsi in maniera personale a questi argomenti. Nelle pagine viene proposto un percorso a tappe che parte dall’esplorazione della cultura ebraica ai meccanismi di pregiudizio e di emarginazione messi in atto dai vari regimi nel corso della storia. Coinvolge tutti in prima persona perché spinge ciascuno ad essere memoria, come rammenta il titolo dell’opera.