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Tutte le strade portano a noi

Tutte le strade portano a noi

Anni ’90. Giucas Casella, dalla tv, sta esortando gli abruzzesi a fuggire via, a causa di un’onda gigantesca che sta per travolgere tutto. In undici, fratellino neonato e bisnonna novantenne compresi, sono già in strada. Il suo viaggio, in realtà, comincia qui. È estate e l’estate di Alcide (detto Arcito) è fatta di sole e spensieratezza. Di campagna e di aneddoti legati ai nonni. Quei nonni che con il loro “ma cammina!” (esortazione ricorrente per dire che si è lontani dall’aver raggiunto la vera soddisfazione) hanno avviato un dinamismo che, prima che fisico, è mentale. Alcide decide, nonostante tutto, di attraversare l’Italia a piedi, seguendo la Via Francigena, nella quale l’unica regola è la fiducia negli altri. E infatti Alcide non è solo. Ad accompagnarlo (quasi a scortarlo) selezionati compagni d’avventura. La preparazione coinvolge tutta la famiglia, come se fosse la sua prima ed ultima avventura. Perché lui vagabondo non lo è mai stato. Le sue sono state sempre e solo incursioni nei sogni e nella fantasia. Fino al momento della partenza da Milano, il 21 maggio 2014…

Con ironia e leggerezza, l’autore parla direttamente al lettore: narra, spiega, ricorda, si scusa, anticipa, divaga, cita il cinema e la letteratura. Racconta un viaggio reale. Ma anche un viaggio nella lingua (attraverso le numerose espressioni dialettali e i modi di dire locali) e nella cultura (meglio dire nelle culture della nostra Italia dalle innumerevoli sfaccettature). Ma, soprattutto, un viaggio nella vita che porta a considerazioni sul mondo e sull’uomo, incontri e relazioni, riflessioni sul lavoro e sull’ambiente. Niente di ascetico o spirituale, però. Né di politico o di filosofico. E neanche niente a che vedere con la Guida galattica per gli autostoppisti di Adams, a cui Pierantozzi pare ispirarsi. Il viaggio diventa, allora, semplicemente “una rievocazione continua della tua identità”. Un percorso che porta verso gli altri (come l’allegra brigata che si forma nel tragitto, passando dalla strada alla tavola, dalle sorgenti al vino), verso un ‘noi’ che aiuti a comprendere la realtà. Perché tanti sono i cammini, ma uno solo è il viaggio.