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Tutti gli uomini di Machiavelli

Tutti gli uomini di Machiavelli

Chi era Niccolò Machiavelli? Nessuno è più adatto di coloro che lo hanno conosciuto per darci una risposta. Dovremo chiedere a Francesco Vettori, “l’amico geniale”, destinatario della famosa epistola del 10 dicembre 1513, nella quale Machiavelli annuncia la composizione di un trattatello, De principatibus, che intende donare a Lorenzo de’ Medici. Per saperne di più sulla sua vita intellettuale affidiamoci a Francesco Guicciardini, “l’alleato rivale”, anch’egli un gigante del pensiero politico. Sebbene i due pensatori fossero spesso in disaccordo, riconoscevano la reciproca levatura intellettuale e ricorrevano l’uno all’altro per ricevere un’opinione sui propri scritti. Su un piano molto più terreno e quotidiano, troviamo Filippo Strozzi, “il complice notturno”. Strozzi, forse l’uomo più ricco dell’epoca, “incarna una sorta di superuomo ante litteram, che congiunge le più alte aspirazioni e le più basse pulsioni”. Per saperne di più sulle dinamiche di commissione e composizione delle Istorie Fiorentine interroghiamo Francesco del Nero, “il cognato fortunato”, che si costruì un’ingente ricchezza partendo dall’irrisoria somma di un ducato. Non meno rilevante la vita amorosa di Machiavelli, della quale può dirci qualcosa Barbara Salutati, “l’amante infedele”, conosciuta nel febbraio del 1522 poco prima di una rappresentazione delle Clizia…Dunque, chi era Niccolò Machiavelli agli occhi dei suoi contemporanei?

Marcello Simonetta è un’illustre storico italiano. Tra le sue più applaudite pubblicazioni è bene ricordare L’enigma Montefeltro e Volpi e leoni. Quest’ultimo in particolare racconta il contesto nel quale si svolge la vicenda narrata in Tutti gli uomini di Machiavelli, nel quale invece si concentra sui “satelliti, che girano intorno ai pianeti”. La bibliografia inerente la vita di Niccolò Machiavelli è interminabile, il clamore suscitato dalle sue opinioni ha spinto storici di ogni epoca a tentare di sviscerarne la caleidoscopica personalità. Chi era Niccolò Machiavelli, “mostro disumano e manipolatore diabolico, o eroe nazionale e santino repubblicano?” La bibliografia machiavelliana risulta inverosimile proprio perché sovrappone l’ideale all’uomo, ne polarizza l’umana figura per renderla coerente a questo o quel concetto, a questa o quella narrazione. Al contrario in quest’opera, prima che autore di un trattato di politica, Machiavelli viene ritratto quale essere umano, amico o nemico, rivale o alleato, marito e amante… L’originalità di questo testo risiede nel metodo impiegato per narrare la vita del letterato, ossia molteplici punti vista, gli occhi di ventitré suoi contemporanei che hanno conosciuto l’uomo Machiavelli, con il suo genio e le sue virtù, ma anche i suoi difetti e vizi. “Se Niccolò si fosse registrato su Facebook, non tutti sarebbero rimasti suoi friends o avrebbero messo molti like sulla sua bacheca – e forse lo avrebbero anche bannato”. Il rigore storico e filologico dell’autore, che si serve ampiamente di citazioni dalle Lettere di Niccolò Machiavelli, non è di ostacolo ad uno stile e ad un linguaggio quasi sempre sobrio, a tratti scherzoso ma mai banale.