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Tutto finisce con me

Tutto finisce con me

Un giovane in carriera, in viaggio per lavoro, si sveglia nella sua stanza di albergo nel più assoluto silenzio: dalle camere vicine non proviene il minimo suono. Dopo aver fatto una doccia ed essersi vestito l’uomo scende alla reception ma non trova nessuno, prova a chiamare la moglie Veronica per darle il buongiorno ma non riceve risposta. A quel punto decide di recarsi nella sala dove viene servita la colazione. Anche qui non c’è anima viva. Dopo essersi fatto un rapido caffè e aver dato un morso a un croissant, l’uomo spinge una porta e si ritrova all’interno delle cucine, del tutto deserte come il resto dell’albergo. L’uomo risale in camera per lavarsi i denti, prende il suo borsello e scende di nuovo. Prende il telefono della reception e cerca di contattare il suo capo Giancarlo, chiamandolo prima al telefono della stanza e poi sul cellulare. Non ottenendo nessuna risposta, decide di andare da solo al luogo della riunione di lavoro. Si incammina lungo uno stradone commerciale che a quell’ora del mattino dovrebbe brulicare di attività e che invece è immerso in un silenzio tombale. Imbattutosi in una farmacia, l’uomo entra, verifica l’assenza del farmacista e si mette ad aprire diversi cassetti, prima di trovare quello contenente l’alprazolam. Prende un paio di compresse, si riempie le tasche con il contenuto di tre scatole per ogni futura evenienza e poi riprende la sua strada. Arrivato al luogo della riunione, scopre che l’ufficio è chiuso. Dopo aver più volte provato a richiamare invano Giancarlo, l’uomo decide di andare a fare un giro per il centro della città. Anche qui, non incontra nessuno. A quel punto prende due fette di salame e una mela dalle bancarelle degli alimentari allineate nella piazza principale, si spoglia fino a rimanere del tutto nudo, entra in un cinema, poi si reca in un tre stelle Michelin dove piscia nel salone e si cucina una pasta nelle cucine, quindi va in un museo, strappa un quadro dal muro e per finire la giornata va in un albergo a cinque stelle, entra in una stanza qualsiasi e si addormenta. Il giorno dopo tutto sembra essere tornato normale: Veronica gli risponde al telefono e gli chiede come sta, Giancarlo si complimenta per lo svolgimento della riunione e gli dà appuntamento al check-in dell’aeroporto per il viaggio di rientro, il giornale riporta la notizia del furto di un importante quadro impressionista ad opera di uno strano personaggio che nel frattempo è stato già arrestato...

Tutto finisce con me è il romanzo di esordio di Gabriele Esposito, scrittore con al suo attivo già diversi racconti pubblicati in riviste quali «Malgrado le mosche», «Verde», «Altri Animali» o «Salmace». È proprio leggendo alcuni di questi racconti che si possono rintracciare quelli che sono anche i temi centrali di Tutto finisce con me: da un lato la solitudine, dall’altro la tecnologia. In un mondo sempre più dominato dall’utilizzo compulsivo dei cellulari, caratterizzato dalla rincorsa frenetica a chi riesce a postare il contenuto più accattivante sul proprio profilo social, quello che viene a perdersi è proprio il contatto tra le persone. La ricerca spasmodica di un po’ di attenzione nella dimensione della rete va a scapito delle relazioni autentiche e profonde, che necessitano del mondo reale per potersi sviluppare. Il protagonista di Tutto finisce con me è il perfetto esponente di questa nuova umanità condannata ad una sorta di perfezionismo digitale solipsistico: maniaco del controllo e della forma fisica, sempre al passo con le ultime scoperte della ricerca scientifica, in effetti non è altro che un corpo vuoto, privo di ogni interiorità. Il suo anonimato va di pari passo con la superficialità delle relazioni che intrattiene con le persone a lui più vicine: la moglie, il capo, i colleghi di lavoro. L’irrompere di una dimensione surreale, nella quale gli altri esseri umani sono scomparsi e che corre in parallelo alla sua normale vita di tutti i giorni, fornisce concreta incarnazione a una condizione esistenziale che fino a quel punto era rimasta nascosta, mettendo il protagonista di fronte alla necessità di operare scelte non facili.