Salta al contenuto principale

Tutto quel rosso

Editore
Articolo di
Non è bello non avere il becco di un quattrino, essere fuoricorso (e quindi quasi adulta) e dover sbarcare il lunario lavorando come portinaia in un collegio costoso di cui si è la Cenerentola, in mezzo a ragazzine viziate e danarose come quella Clara Pardi e le sue insopportabili amichette snob. Ma tant'è, la vita di Susanna ormai procede su questi sgangherati binari, e tra una pasticca di Ritalin e le visite alla clinica del sonno per i suoi problemi di sonnambulismo, l'unica felicità che le resta è quella di portare avanti - chiaramente tra mille difficoltà -  una tesi sul cinema di Dario Argento, una delle sue più grandi passioni. Durante uno dei suoi turni di notte in portineria, mentre il sonno sta quasi per vincerla quando automaticamente apre la porta a un'ospite del collegio senza riuscire a vederla in faccia, la sua vita cambia: Clara Pardi viene brutalmente uccisa, in un modo che ricorda una scena del film “Profondo rosso”. Il primo omicidio di una lunga serie che dimostra sempre più aderenze alla trama del capolavoro di Dario Argento, e alla vita di Susanna, che viene coinvolta in una spirale di sangue e terrore che sembra non finire mai...
Chi ama Dario Argento, le sue atmosfere, l'aura sulfurea della Black Magic City, Augusta Taurinorum, non può che leggere volentieri il libro della Astori, se non altro per rivivere qualche brivido truculento e sanguinoso che l'autrice è brava a ricreare con incisi dallo stile molto visivo e cinematografico. A ben guardare alcune pecche dovute probabilmente al troppo entusiasmo ci sono: qualche personaggio è decisamente troppo caricaturale, come l'amico-aiutante di Susanna, il fantomatico Steve, (protagonista di una scena alla “Fast & Furious” decisamente più esilarante che credibile) o la troppo alternativa Solange Pardi, sorella della prima vittima, che sembra uscita direttamente da un manga-horror giapponese. Ma si tratta di peccati veniali, in fin dei conti, che non disturbano troppo lo svolgersi della trama e permettono facilmente di riallacciarsi a quel filo di tensione che porta verso un epilogo non del tutto sorprendente ma ben congegnato. Un consiglio? Leggetelo in una serata di pioggia, possibilmente prima di addormentarvi. Se poi ci riuscite.