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Tutto troppo presto

Tutto troppo presto

A sedici anni Alessandra si sente invisibile: è convinta che i ragazzi non la guardino affatto. Già dalle scuole medie ha provato vergogna e umiliazione a causa del suo cognome. Un cognome che contiene un riferimento sessuale, per il quale è stata più volte oggetto di scherno da parte dei suoi compagni. Alle superiori neanche più quella beffa: sono tutti troppo impegnati a conquistare popolarità e visibilità. Il senso di esclusione si trasforma, giorno dopo giorno, in sofferenza. Unica strategia per tirarsi fuori da guado nel quale si sente intrappolata: mostrarsi sexy e disponibile. Fingendo di avere tutto sotto controllo. Ma ottenere la popolarità non è come ottenere l’amore. Alessandra, come tante sue coetanee, subisce gli stimoli dei media che erotizzano tutto. Anche la vita di un minore. Massimo ha undici anni e un terribile mal di testa, frutto di una (ormai) assidua frequentazione di Youporn e del conseguente stress post-traumatico. Lucia è una bella undicenne molto corteggiata, anche da ragazzi più grandi. La lusinga tanta attenzione che però si trasforma (troppo presto) in richieste pressanti: al sexting manca solo un passo. Un passo troppo lungo per la sua gamba. Giovanna, dodici anni, adescata su Facebook da un adulto che si spaccia per amico di Justin Bieber…

Pornografia on line già a undici anni, sexting in prima media, sessualità e seduzione come mezzo per raggiungere popolarità, ammirazione e accettazione nel gruppo dei pari, incontri in chat con sconosciuti. Il fenomeno di “adultizzazione” associa l’essere sexy all’essere attraenti. La persona è vissuta, nelle relazioni, come oggetto sessuale. Violando i ritmi di sviluppo fisico e psichico del bambino, anticipando i tempi, accelerando le loro vite. Fino alla scomparsa del concetto di infanzia. In una società liberale come la nostra, il bambino conta se ha un peso economico. È sfruttato per trarne vantaggio economico: un consumatore soggetto a continui stimoli mediatici all’acquisto. Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta e padre di quattro figli (quindi con comprovata esperienza “sul campo”), consegna nelle mani del lettore preziose pagine, autorevoli e competenti, quanto appassionate e coinvolgenti. La struttura di ciascun capitolo prevede un caso di studio (un’esperienza reale, vissuta e analizzata) da cui si avviano delle riflessioni (accompagnate da dati statistici e ricerche aggiornate), completate da una proposta di un film da vedere con relative domande e suggerimenti per stimolare il confronto. Fondamentale per gli educatori e indispensabile per i genitori. Perché la figura dell’adulto “che ascolta con tranquillità” va sostenuta e incoraggiata.