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In un altro mondo

In un altro mondo

Galileo Galilei, Vincent van Gogh e Primo Levi hanno scoperto, inventato e scritto di nuovi mondi. Attraverso di loro ci si misura con un diverso modo di vedere: il cielo, la natura e l’uomo. Ogni capitolo è una storia. Il matematico e filosofo Galilei con la sua rivoluzionaria scoperta scientifica porta alla consapevolezza che il mondo, come si credeva fosse, non è mai esistito. Il tratto di van Gogh trova il reale nelle persone e nelle cose semplici, riesce a far vedere oltre con la sua arte visionaria e potente. Le pennellate incidono la superficie del mondo, costringendo chi guarda le sue opere a superarlo, con l’immaginazione. Primo Levi e il suo mondo capovolto, è testimone, scrittore e ingranaggio di una macchina mostruosa. Analizza il concetto più profondo di umanità, svelando l’essenza delle origini del male. Possiamo solo immaginare quanto possa essere stato grande il tormento per tutti e tre di non essere creduto o di essere considerato un visionario o addirittura un pazzo, in preda ai fantasmi della propria mente. Accomuna questi grandi uomini la tenace ricerca di un nuovo linguaggio che fosse comune a tutti. La scelta della lingua volgare per Galileo; ritrarre lavoratori e contadini, che non hanno niente, per van Gogh; l’impegno di far sì che ogni parola vada a segno e il far vedere per Levi. Un’altra caratteristica che li accomuna tutti è l’esperienza, imparare da essa e sottoporla ad una continua verifica. Galileo Galilei, matematico artigiano, costruttore di strumenti straordinari, è una personalità multitasking. Un uomo che conteneva in sé qualità e doti che pochissimi avevano e cioè la mente e le mani; infatti, impersona entrambi gli aspetti sia quello teorico speculativo che quello pratico, manuale, quello dei grandi artigiani che si trovavano nella grande Venezia del Seicento. L’elogio del camminare apre il capitolo su van Gogh, per lui conoscere la natura significa viverci dentro e ascoltarla, era impensabile che un pittore non la amasse. Il percorso per capire l’evoluzione della sua pittura ce lo racconta lui stesso nel meraviglioso carteggio con suo fratello Theo. È da quelle lettere che viene fuori l’uomo Vincent, la sua generosità, la sua capacità di vivere e anche tutta la sua disperazione. Primo Levi è in bilico tra il narrare e l’essere narrato. È un chimico ed è proprio nella chimica che trova il suo modo di vedere il mondo e la realtà. Lui è dentro l’esperimento Auschwitz e al contempo è colui che lo osserva con lo sguardo del naturalista e dello scienziato, riuscendo a far capire cose che nessun altro prima era riuscito a fare. Questa è la grande capacità dei rivoluzionari...

Che c'entrano tra loro Galileo Galilei, Vincent van Gogh e Primo Levi? Massimo Bucciantini, già docente di Storia della scienza e Letteratura italiana contemporanea all’Università di Siena, in questo saggio, che non è una biografia, lo spiega. L’autore fissa lo sguardo su alcuni momenti cruciali delle loro esistenze, nel tentativo di comprendere come certe esperienze subite o tenacemente cercate abbiano agito in ciascuno di loro, trasformandone la vita e i processi mentali. Il filo rosso che lega Galilei, van Gogh e Levi, nell’accezione di uomini rivoluzionari, è che sono riusciti a vedere con altri occhi, che non si sono accontentati di specchiarsi nella realtà circostante, ma sono andati contro la consuetudine e la banalità del consueto. La ricerca e la stesura del libro è durata due anni durante la pandemia di COVID-19. Si viveva come in un altro mondo e questo ha aiutato molto l’autore. Questi tre personaggi sono consapevoli di essere l’eccezione e non la regola e questo avrebbe potuto trasformare la loro personalità in maniera rischiosa, inorgogliendoli. Invece no, restano normali, quasi umili, ma segnati comunque da un’idea di coraggio. Galilei dovrà abiurare, è vero, ma noi che cosa avremmo fatto in quella situazione? Però per tutta la vita non si accontenterà mai di una visione puramente ipotetica dell’universo, credendo fortemente nella visione eliocentrica del mondo. Vincent van Gogh, che in tutta la sua vita riuscì a vendere un solo quadro, ci ha fatto vedere che la notte è molto più ricca e colorata del giorno. Un pittore che nelle radici rimane realista, ma che al tempo stesso crea un modo tutto nuovo di vedere la natura. Primo Levi vivrà i primi venti anni dopo il suo ritorno, facendo il suo lavoro di chimico, sarà riconosciuto come scrittore molto tardi. Lui si schernirà dicendo che è uno scrittore della domenica, oggi viene riconosciuto a livello internazionale come uno dei più grandi scrittori della seconda metà del Novecento. Il punto nodale delle esperienze di questi tre grandi uomini è che sono stati loro a vedere e conoscere quei mondi, ma devono però in qualche modo raccontarli, facendoli vivere e vedere a chi non ha avuto quella esperienza. Una ricchissima bibliografia conclude il saggio. La copertina sembra un fumetto, è un’immagine originale che ben riunisce queste tre personalità rivoluzionarie.