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Un cuore al buio - Kafka

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Felice Bauer è la giovane cugina venticinquenne di Max Brod, noto editore praghese: usa frequentare il suo ufficio perché è donna intelligente e sensibile. In uno di quei pomeriggi avviene un incontro che le cambierà la vita: un ragazzo impacciato dagli occhi profondi e dalle folte sopracciglia e lì per discutere con Brod della pubblicazione di alcuni sui racconti, che Max considera dei veri capolavori. Si tratta di Franz Kafka, aspirante scrittore. Felice nota il ragazzo, che però sembra ignorarla: ed in effetti per più di un mese i due giovani non hanno nessun tipo di contatto, finché il giovane Franz invia una lettera a Felice, che però abita lontano, a Berlino. La corrispondenza si fa sempre più fitta, quasi ossessiva, intima, diventa una lunga confessione di paure e desideri: i due giovani scoprono molte affinità, ma ogni volta che il tempo è maturo per un incontro, Franz trova un contrattempo, un impedimento. In fondo preferisce curare questo affetto a distanza, preferisce la sua solitudine, dalla quale fatica a distaccarsi: quella è la sua unica compagna di vita. Franz lo sa e tentenna tutte le volte che Felice gli chiede un passo decisivo. Arriva finalmente la tanto agognata proposta di matrimonio, Franz si decide anche ad acquistare un appartamento dove iniziare una nuova vita: le premesse ci sono nonostante le tante remore. Siamo nel 1917, il mondo sta per cambiare, ma soprattutto sta per cambiare la vita di Franz nella quale irrompe Grete Bloch, segretaria e traduttrice della casa editrice di Brod…

Felice Bauer, Grete Bloch, Julie Wohryzek, Milena Jesenska e Dora Diamant sono le donne della vita di Franz Kafka, scrittore irrequieto nello stile come nella vita, vittima delle sue ossessioni, di un padre padrone, dell’insicurezza cronica nella vita, in quella concreta sfiducia in se stesso oltre le parole su carta. Se nella scrittura Kafka riesce con chirurgica precisione a descriversi, nella vita reale e concreta è limitato dal suo carattere. Le donne sono facce diverse di una stessa malattia, quella dell’infelicità: nessuna riesce a completarlo, tutte sono importanti ed essenziali perché riescono a risvegliare nello scrittore Kafka nuove-vecchie emozioni. Sono le sue muse ispiratrici, la sua salvezza, mentale e poetica, ma anche la sua condanna. Manuela Cattaneo della Volta e Livio Sposito ricostruiscono, attraverso lettere private e pagine di diario, la vita interiore del geniale scrittore praghese, restituendo un ritratto controverso dell’uomo che all’inizio può sembrare un semplice narciso impegnato a conquistare, più o meno platonicamente, le giovani donne che si affacciano alla sua vita, molte delle quali sono legate all’ambiente editoriale di Max Brod, ma alla fine ne denunciano la fragilità e l’irrequietezza. Il romanzo a più protagoniste è illuminante e permette di rivivere il contesto emotivo che ha dato i natali alle opere principali di Kafka, da La condanna a Il castello, tutte dettate da un amore diverso, necessario, intrinseco. È molto più di un’indagine biografica, è un vero saggio poetico romanzato.