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Un difficile viaggio

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Sandro è un ragazzo alto e robusto, detesta giocare a calcio o svolgere particolari attività che richiedono un costante impegno. Non ha interessi, ma questo non lo disturba. Ha sempre rivelato anche una scarsa attitudine per lo studio, alla scuola media il professore di lettere gli lancia un libro per convincerlo a smettere di disturbare la lezione. Da adolescente la famiglia, impegnata con un certo successo nel commercio del vino, decide di mandarlo a studiare in un istituto agrario in quel di Alba, il padre ha il palese intento di inserirlo nel suo ambiente professionale. È trascorso da poco l’8 settembre e l’Italia è piegata dalla guerra civile. Sandro ancora una volta fallisce, ma il padre lo assume ugualmente nella sua ditta e lo manda a lavorare in Puglia, causando la rottura di una tenera storia d’amore che il ragazzo ha con una certa Annamaria, bionda ed estremamente timida. Quando il giovane fa ritorno a Erba, il suo paese natale, lei cerca per un’ultima volta di ricostruire il loro rapporto; anche se fra non molto tempo dovrà sposarsi con il suo fidanzato, è pronta a far saltare il matrimonio se Sandro le assicurerà di amarla ancora, ma Annamaria è destinata a restare delusa un’ennesima volta. Risistematosi in pianta stabile a Erba, il giovane scopre al fine la prima passione della sua vita: la caccia, che comincia a praticare in un luogo assolutamente appartato – è e sarà sempre essenzialmente un solitario - con un successo che fino a quel momento non aveva mai conseguito in nessun’altra attività. Al ritorno dal suo luogo segreto non manca mai di portare con sé tre o quattro prede di grosse dimensioni. Insieme alla caccia scopre la passione per la pittura. Prima si mette alla prova come ai tempi delle scuole nel copiare immagini e disegni altrui, poi si concentra sui paesaggi. Per essere all’altezza delle sue aspettative si preoccupa di studiare il lavoro di altri artisti, con un insolito interesse per la sua personalità verso le architetture romaniche, che ritiene capaci di avvicinare l’uomo a Dio nella condizione di raccoglimento a cui richiamano. Tra gli autori contemporanei coltiva un grosso interesse per l’architetto Terragni, che ha realizzato alcune opere di grandi dimensioni a Erba tra cui il monumento ai caduti della Grande Guerra. Sandro è legato al poeta Giampiero Neri da parentela e da una lunga amicizia, fin dai tempi della scuola media lo teneva sotto la sua ala protettrice…

Maestro nel dipingere con le parole i ritratti dei suoi personaggi, Giampiero Neri in questa ennesima raccolta di prose poetiche torna a parlare del cugino Sandro, già apparso in altre sue opere. L’autore si impegna a descriverlo a lungo sia fisicamente, ma più che altro a livello psicologico e dunque nei suoi atteggiamenti e nelle scelte di vita. Sandro è un ragazzo assai alto, robusto, con uno sguardo torvo, per natura solitario e scontroso. È questa l’immagine che ce ne dà Giampiero Neri e leggendo i suoi versi prende forma in modo sempre più chiaro la figura del protagonista nell’immaginazione del lettore, che come accade di solito con i personaggi dell’autore finisce per condividere le impressioni alla base della ricerca poetica. Neri non è interessato a giudicare il cugino, non lo fa mai con nessuno, vuole solo narrare nel bene e nel male momenti significativi della sua vita; comportamenti buoni, ma anche debolezze come l’incapacità di impegnarsi in modo continuo da adolescente, la poca predisposizione per lo studio e certi comportamenti non del tutto ortodossi. Eppure malgrado i limiti, questo omone riesce al fine a coltivare interessi particolarmente importanti da un punto di vista artistico, lui che oltre alla caccia in precedenza non si era mai appassionato a niente. Al di là dell’oggettività nel narrare di Giampiero Neri, sorge spontanea una domanda: dalla sua poesia Sandro appare un personaggio positivo o negativo? Difficile dirlo, il poeta ci racconta le varie fasi della vita del nostro in modo impersonale, come se fossero delle foto offerte al lettore che può interpretarle secondo la propria sensibilità, secondo le regole di un realismo assoluto. Ma un aspetto di questa breve storia appare indiscutibile: in un Difficile viaggio emerge una grande umanità, fatta di comportamenti spontanei e di rispetto per le vicende della vita altrui. Giampiero Neri è uno dei maggiori esponenti della poesia contemporanea. Negli ultimi anni ha rivelato una vena artistica molto produttiva, che lo ha spinto a pubblicare varie opere in breve tempo intensificando la sua attività letteraria già costante nel passato. Da Un paese vicino a Piazza Libia per le Edizioni Ares, in cui parla delle persone a cui è più legato originarie dei luoghi dove ha vissuto tutta la vita, fino all’ultima raccolta pubblicata per Garzanti dal titolo Antologia poetica, ennesima riflessione su circa mezzo secolo di lavoro letterario. Neri vive tra Erba e la città di Milano.