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Un figlio eccezionale

Un figlio eccezionale

È il 4 marzo 2012 quando Sara e Kōta ritirano insieme il libretto della gravidanza presso la clinica ostetrica Satō. A ottobre nascerà il loro primo figlio. Sguardi complici, innamorati, l’eccitazione incontenibile e la pelle d’oca. Arriva un ciclone a casa Takano, il tempo passa così in fretta e c’è tanto da fare. La lista delle cose da comprare fornita dall’ospedale è lunghissima: carrozzina, seggiolino per l’auto, vasca per il bagnetto, bavaglini, corredo per il futon... Anche documentarsi è importante, genitori non si nasce; così Sara inizia a scegliere manuali e riviste e diviene un’accanita lettrice. Può lavorare da casa, come traduttrice e rifiutare gli incarichi da interprete. Una delle tante letture fatte sul divano la catapulta in un mondo incredibile, fatto di bambini eccezionali, intelligenti, imprenditori precoci e socialmente impegnati. Anche la loro bambina merita il meglio, pensa Sara. Non dovranno mancargli stimoli e possibilità di sperimentare. Potrebbe suonare il piano, imparare delle lingue straniere come la mamma, iscriversi a danza e curare anche l’aspetto sportivo, diventando una nuotatrice o magari una tennista. Sarà sicuramente altruista e vicina al volontariato, ma anche amante delle tradizioni del proprio paese che coltiverà attraverso la cerimonia del tè e l’ikebana. Un figlio eccezionale, intelligente, coraggioso e brillante. Ma il 9 ottobre 2012, a pochi giorni dal parto, qualcosa si incrina in Sara. Alla TV parlano di una giovane ragazza gravemente ferita, Malala Yousafzai, vittima di un’aggressione rivendicata dal regime talebano. Una dei ragazzi eccezionali protagonisti delle riviste lette da Sara. In fin di vita a soli quindici anni, aggredita per i suoi ideali e il suo impegno nel creare un mondo migliore. Kōta la osserva perdere ogni entusiasmo, mangiare sempre meno, dormire sempre di più, piangere all’improvviso. Arriva il giorno in cui la bambina dovrebbe nascere, ma non succede niente; Kōta aggiunge un +1 scritto con il pennarello sul pancione ma non è preoccupato, si sa, i bambini vengono al mondo quando sono pronti. Ma poi ecco un +2, +3, +5… Sara è turbata. Ti è forse passata la voglia di nascere, piccola Takano?

Un figlio eccezionale: quale genitore non lo ha mai desiderato almeno per un momento immaginando il futuro della propria prole! Il manga di Miki Yamamoto (titolo originale かしこくて勇気ある子ども dove al bambino vengono attribuiti gli aggettivi di “intelligente” e “coraggioso”) racconta in modo naturale l’evoluzione psicologica di due neogenitori affrontata dal momento della lieta scoperta, fino all’imminente parto. “Naturale” in quanto, con semplicità, in un modo che appare quasi stereotipato, vengono sottolineati stati d’animo universalmente legati alla genitorialità: l’eccitazione della pianificazione, l’aspettativa, la ricerca del meglio in ogni campo legato al futuro nascituro. Un’esplosione genuina di vitalità e motivazione, ben resa dalla scelta stilistica della mangaka di utilizzare un disegno quasi infantile, con abbondante uso di matita dal tratto spesso e sfumato e di colori pastello. L’inchiostro nero arriva solo a tratteggiare semplici dettagli, come gli occhi stilizzati, la linea del naso o della bocca. A guadagnare netto risalto nelle tavole, elementi colorati con un rosso vivo, colore adoperato anche per la copertina. Il rosso non è solo amore ed eccitazione, indica anche imprevedibilità, rabbia, aggressività, dolore. Lo troviamo infatti sia nei dettagli degli abiti, sulle guance emozionate, nelle auto, ma anche nelle scritte onomatopeiche che riproducono i suoni di lacerazioni, strattonamenti e colluttazioni. Rossi sono anche i titoli dei manuali motivazionali che la giovane Sara inizia ad accumulare in casa, libri che trattano tra l’altro anche di giovani straordinari come Malala Yousafzai. Sarà la storia di questa bambina a veicolare un profondo cambio di tono della storia, che prosegue quindi affrontando il rovescio della medaglia della genitorialità. Insicurezza, paura e inadeguatezza vengono a galla nel constatare come giovani incredibili, determinati a creare un mondo migliore, come appunto la premio Nobel per la pace Yousafzai, siano vittime dell’odio e della rabbia di un’umanità sempre più conflittuale e divisa. C’è posto per una nuova vita in un mondo del genere? Far nascere un figlio oggi è ancora fonte di gioia e speranza o un semplice egoismo? A rispondere a mamma e papà Takano ecco comparire una piccola eroina pronta a volare…