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Un giorno senza sera

Un giorno senza sera

La sensazione di svegliarsi con le ali di un uccello e con il pensiero strano di essere stato un uomo, un mondo al contrario, un nuovo modo di percepire il mondo, attraverso la ricerca del proprio corpo: con enormi sforzi per sentire il sangue agitarsi e cercare, attraverso le mani, le unghie e le tracce delle sue impronte che forse un giorno, se ne avrà memoria, saranno capaci di fargli ricordare passato e futuro. È faticoso restare sempre giovani, “non uscire mai dalla giovinezza”, creare un trucco che faccia rimanere sempre uguali. E l’anima è come un granello di sabbia nel risvolto dei pantaloni, come terra attaccata sotto la suola della scarpa. Perché in fondo l’amore, e quindi la vita, è come quel desiderio di muoversi per abbracciare il vento, tenerlo stretto sapendo che si tratta di una stretta che non dura, mentre sul letto e sul cuscino restano le tracce ancora calde della vita che è stata ed è pronta a ripartire...

Più che una raccolta di poesie è un intero romanzo, scandito in capitoli, a rappresentare gli istanti più importanti, non importa se in senso cronologico, quanto in stretta connessione intima: sono occasioni che la vita gli ha messo davanti e che lui ha vissuto fino all’intimo della loro essenza, riveduta e plasmata secondo il suo sentire personale. Tra l’altro si tratta di una antologia e non di una raccolta completa, ma è indubbiamente importante per poter avere ben più di un’idea, quasi una interpretazione particolare, di uno scrittore poliedrico – autore tra l’altro, appunto, proprio di 21 romanzi. La scrittura dei versi di Roberto Pazzi è legata alla rappresentazione della quotidianità che costituisce il paesaggio, spaziale e temporale, in cui si ritrovano oggetti, eventi, situazioni, passioni, desideri, anche visioni in cui ha forma la vita ed il poeta stesso. Si tratta di un universo dinamico di relazioni e sentimenti che hanno accompagnato la crescita e la maturità dell’autore: il pregio dell’antologia è proprio quello di rappresentare in forma diacronica il mutamento di pensieri e sensazioni, come una radiografica in continuo cambiamento. Inoltre ci vengono riproposte delle poesie che fino ad oggi sono rimaste inedite e che contribuiscono a rendere più chiara la visione personale ed extra-personale della storia, narrazione privata, fatta anche di sentimenti, pulsioni, più o meno platonici. La raccolta è l’invito ad affondare nelle pieghe della sua anima, ma chi spera di trovare qualcosa di sconvolgente si sbaglia, perché annotati e vivisezionati ci sono visioni, passioni, viaggi, territori, città, un susseguirsi di quotidianità, fino alla certezza della morte, come “cosa buona”, di un uomo comune che ha fatto della ‘banale quotidianità’ il suo punto di vista privilegiato di approccio alla vita: ci sono tanti significati da dare al vivere giorno per giorno, ogni poesia ne rappresenta una tappa.