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Un giudizio immediato

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Jamal Bambagida è accusato di aver provocato la morte di Eleonora Cardillo strangolandola con una sciarpa, con la circostanza aggravante di aver commesso il fatto per motivi abbietti e futili, e di aver occultato il cadavere abbandonandolo presso un deposito di attrezzi. Costanza Recalcati non è convinta di poter occuparsi della causa, nonostante le suppliche della sorella di Jamal, Aisha. Lei è fermamente convinta della sua innocenza. Si tratta di un caso troppo complicato per lei che ha trent’anni e una pratica per osmosi. Insomma, a distanza di tre anni dall’inizio della collaborazione con l’avvocato Colombo, non le è stato affidato ancora nessun caso e le cose importanti sono sempre state fatte insieme. A Jamal serve un vero avvocato penalista, proprio come Colombo. Aisha però vuole lei. La definisce un bravo avvocato e le ricorda perché ha scelto di intraprendere quel mestiere. Perché in questo modo può aiutare le persone. Ma Jamal, innocente o colpevole che sia, merita la miglior difesa possibile, e lei, nella sua inesperienza, è convinta di non potergliela garantire. Paolo la spinge a non rinunciare all’incarico, la definisce una donna determinata e intelligente. Colombo si raccomanda di non lasciarsi coinvolgere perché per fare bene il loro lavoro è necessario trattare i casi con il dovuto distacco. Non devono diventare un affare personale, altrimenti si rischia di compromettere l’intera difesa. Tutti dicono di essere innocenti, ma il più delle volte non è così. Questo, purtroppo, insegna l’esperienza. Il più delle volte…

La fiducia è uno degli elementi di maggior peso nel mestiere dell’avvocato ed è attorno ad essa che Cristina Barbieri, da avvocato penalista qual è, costruisce questo legal thriller. In Un giudizio immediato l’autrice mostra una ovvia abilità nel saper esporre le fasi di un procedimento giudiziario e riesce ad evitare la monotonia e la piattezza in cui si potrebbe incappare basando buona parte della trama su questo. In un genere come il legal thriller infatti il mancato sviluppo dell’elemento narrativo è un rischio sempre incombente e lla Barbieri, nonostante riesca, con sforzi evidenti, ad aggirare il problema, non lo evita completamente. I personaggi sono poco più che inconsistenti. Non c’è in loro sufficente profondità – soprattutto considerando la storia in cui sono calati – e non riescono ad andare oltre il ruolo loro imposto dal plot giudiziario: dai dialoghi non traspare grande personalità e anche i rapporti che si instaurano non paiono avere grande peso nel romanzo. È inoltre tutto così frettoloso che manca il tempo per sviluppare una certa empatia con la storia o anche solo approfondire tutti quegli aspetti prettamente “umani” che avrebbero dato al romanzo un diverso e più notevole spessore. Al “colpo di scena” finale si arriva infatti con troppa rapidità. Una rapidità che ha impatto anche sulla prosa, che nella fretta dell’insieme appare ingarbugliata e poco lineare. Tuttavia Un giudizio immediato è una lettura che può risultare sufficientemente interessante e comprensibile anche per il lettore non troppo ferrato sull’argomento. Il che è un bene.