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Un insetto nel piatto

Un insetto nel piatto

Saremo insettariani? Che vi conquisti o meno la filosofia di fondo, di certo dopo la lettura di questo libro potreste riconsiderare tutte le volte che vi è capitato di inghiottire un moscerino, magari in motorino. Avreste mai immaginato di poter essere dei precursori della cosiddetta Entomofagia? Sappiate che potreste persino prenderci gusto. Questo l’obiettivo, se non la speranza, di Giulia Maffei e Giulia Tacchini, fondatrici dell’associazione Entonote e autrici di questo interessante excursus nel mondo degli insetti commestibili. Sette capitoli per “’spiegare in modo semplice e documentato tutto ciò che riguarda gli insetti come fonte alimentare”’, mettendosi “’nei panni di uno storico, di un antropologo, di un nutrizionista, di un allevatore, di un degustatore, di un cuoco e di un comunicatore”’. Un breviario utilissimo in prospettiva, visto che presto la crescita demografica del pianeta potrebbe farci guardare all’entomofagia in maniera diversa. Non a caso il sottotitolo definisce gli insetti “il cibo del futuro”’. Eppure già oggi almeno l’80% della popolazione mondiale consuma abitualmente insetti. Principalmente in Asia, Africa e in America Latina. I più apprezzati? Coleotteri (31%), bruchi di farfalle (18%), api, vespe e formiche (14%), cavallette, locuste e grilli (13%). In Italia, all’epoca della pubblicazione, “’oltre il 40% degli italiani”’ si diceva “’disponibile a mangiare gli insetti commestibili”’, ma sebbene il tabù paia finalmente superato, ancora oggi è difficile poterne parlare come di una tendenza, o una abitudine - culturale e gastronomica…

È prevedibile che a un libro così si avvicinino soprattutto i più curiosi o i più propensi ad affrontare un’esperienza tanto inconsueta, ed è presumibile che tutti lo facciano principalmente in cerca delle sorprese nascoste tra le ricette. Una bramosia ormai facile da soddisfare, grazie a svariate fonti, ma che qui arriva come coronamento di un percorso di preparazione in diverse tappe. Affrontare il viaggio con consapevolezza vi metterà al riparo da delusioni o insofferenza, permettendovi di godere della scoperta di tutto quello che riguarda l’Entomofagia. Un regime alimentare presente sulla terra sin dalla preistoria e che, dall’Antico Testamento ai consigli di cucina di Leonardo Da Vinci passando per gli Antichi Romani, viene qui presentato sfruttando l’approccio antropologico. Abilmente, e in maniera equilibrata. Integrando utili infografiche e spunti interessanti in una narrazione forse troppo sintetica, ma che altrimenti avrebbe avuto tutt’altro ritmo. Le riflessioni sul disgusto, le proibizioni (soprattutto religiose) e il principio di convenienza che ci permette di superarle - e non estinguerci - ci spingono attraverso le ampie parentesi su allevamento e considerazioni nutrizionali, fino a una piccola guida all’allevamento domestico e all’immancabile ricettario che vi renderà popolari (o famigerati) tra gli amici. Ai quali potrete far notare che “’gli insetti non presentano scarti non commestibili come ossa, tendini e pelle”’ e non impattano sull’ambiente quanto altri cibi, raccontare che il Mezcal si deve alla larva nota come “’verme rosso dell’agave”’ e consigliare loro di assaggiare la bottarga di grillo o la panna cotta alla crema di camola. Sono piccoli passi in una direzione inevitabile, non a caso l’ultimo capitolo si concentra proprio sulla comunicazione di questo tipo di prodotti e sulle prospettive future, soprattutto nell’Alta Ristorazione. La sempre più diffusa passione per la cucina, che ha portato gli insetti anche sul piccolo schermo, e il tema ‘caldo’ della sostenibilità di tutta la filiera faranno il resto?