“When I was growing up in the hills of East Tennessee, I knew my dreams would come true. I know there are children in your community with their own dreams. They dream of becoming a doctor or an inventor or a minister. Who knows, maybe there is a little girl whose dream is to be a writer and singer. The seeds of these dreams are often found in books and the seeds you help plant in your community can grow across the world.” Inizia con queste parole lo straordinario viaggio nel mondo della Dolly Parton’s Imagination Library, un programma di distribuzione gratuita di libri destinato ai bambini dalla nascita fino al compimento dei cinque anni. Quando, il 25 agosto scorso, è stata diffusa la notizia della morte di Dolly Parton, il mondo ha naturalmente ripercorso la sua carriera straordinaria: dalla voce inconfondibile alle canzoni che hanno segnato epoche attraversando intere generazioni. Ma mentre si prova a misurare l’eredità di un’artista come lei, forse vale la pena fermarsi anche su un aspetto meno immediato della sua storia: proprio quello dei libri.
Nel 1995, ormai trentuno anni prima della sua scomparsa, Dolly Parton fonda la sua “libreria immaginaria”, dando vita ad un progetto che parte da un’idea tanto semplice quanto ambiziosa. Dolly, infatti, lo aveva pensato per i bambini della sua contea d’origine, Sevier County, nel Tennessee, dove era cresciuta. Il primo ordine di libri comprendeva appena 1.760 volumi. È un impegno, questo della lettura, che arriva da lontano e affonda le radici nella sua storia familiare. Cresciuta all’ombra dei monti Great Smocky insieme ai suoi undici fratelli, ha più volte ricordato come suo padre non avesse mai imparato a leggere e a scrivere. “Tutto è nato da questo. Ho visto quanto potesse essere invalidante”, ha raccontato. “Era un uomo intelligente. Mi sono spesso chiesta cosa avrebbe potuto fare se avesse saputo leggere”. Quella che era nata come un’iniziativa piccola e locale ha oggi raggiunto una dimensione internazionale. Nel 2000 iniziò un programma di espansione nazionale e nel 2003 l’Imagination Library aveva già spedito il suo milionesimo libro. La crescita continuò poi oltre i confini degli Stati Uniti. Il programma è arrivato in Canada nel 2006, nel Regno Unito nel 2007, in Australia nel 2013 e nella Repubblica d’Irlanda nel 2019. Oggi l’Imagination Library opera in cinque Paesi e continua a distribuire milioni di libri gratuiti ogni mese.
Trasformando questa sua consapevolezza in un progetto concreto, Dolly ha puntato a un obiettivo chiaro: fare in modo che tutti i bambini della sua comunità entrassero in contatto con i libri, indipendentemente dal reddito della famiglia d’origine, e che ciò avvenisse ancora prima dell’ingresso a scuola e dell’apprendimento della lettura. Iniziare presto, prestissimo, per istituire una vera e propria “cultura della lettura”, non solo tra i bambini a cui è rivolto il programma, ma anche tra i genitori che non possono permettersi l’acquisto di un libro o, tutt’al più, non possiedono una biblioteca domestica. Le famiglie, infatti, non devono pagare per partecipare e il progetto è reso possibile dalla collaborazione tra la Dollywood Foundation e migliaia di partner locali. La consegna avviene direttamente a casa, così che l’appuntamento fisso con l’arrivo di un libro contribuisca a rendere il libro stesso e la pratica della lettura non un privilegio, ma una parte integrante della vita delle famiglie.
Ma i libri fanno davvero la differenza? A questa domanda ha provato a rispondere una mirata ricerca scientifica. Uno studio pubblicato nel 2026 ha analizzato l’impatto dell’Imagination Library sulle cosiddette emergent literacy skills, cioè quelle competenze che precedono e preparano all’apprendimento della lettura e della scrittura. I risultati si sono rivelati particolarmente significativi: i bambini che partecipavano da tempo all’Imagination Library avevano maggiori probabilità di mostrare competenze di questo tipo rispetto ai bambini che, pur essendo iscritti al programma, non avevano ancora ricevuto i libri. Secondo i dati raccolti, dopo la partecipazione all’iniziativa, i bambini risultavano anche molto più coinvolti nella lettura condivisa con gli adulti: erano nove volte più propensi a mostrare interesse per i libri e quindici volte più partecipativi alla lettura insieme a un adulto. Ad oggi il numero di bambini registrati è di 3,197,250, quello di libri donati 332,411,218.
Dolly Parton ha trascorso la vita a raccontare storie. Lo ha fatto attraverso le canzoni e dando voce ai personaggi che ha interpretato. Ma una delle eredità più importanti che ci lascia non ha una copertina e non è racchiusa in nessun album. È quella di milioni di bambini che, a trent’anni dalla nascita di quello che doveva essere un piccolo progetto comunitario, continuano a trovare un libro nella cassetta della posta. Un’eredità che non si interrompe con la morte di Dolly Parton, ma prosegue nel suo nome, perché altri bambini possano crescere tra le pagine di un libro e perché nuove storie possano ancora essere scritte.