Salta al contenuto principale

Un luogo sicuro

Un luogo sicuro

Parigi. Geneviève è imbottigliata nel traffico e spera che il direttore della boutique dove deve ritirare l’abito per la conferenza stampa l’aspetti qualche minuto. Si guarda attorno mentre procede a passo d’uomo, lo sguardo catturato dalla gente dei bistrot che le mette allegria. Finalmente la colonna di auto riparte e lei con essa, ma una ragazza sbuca dal nulla e la costringe a frenare di colpo, senza che riesca comunque ad evitarla: la urta ma non la fa cadere, semplicemente appoggia i palmi sul cofano con gli occhi spaventati e sulle labbra una parola silenziosa che Geneviève non riesce a cogliere. Tira il freno a mano, spegne l’auto, slaccia la cintura e scende per soccorrerla ma lei fugge via spaventata. Mentre cerca di calmarsi sente dei colpi ravvicinati. Un’onda di persone invade la strada. I bicchieri che sobbalzano nelle mani. Grida. Un’immagine infernale. Gente impazzita che salta, corre, cerca di scappare e travolge, investe, urta. I colpi si ripetono: sono raffiche di mitra. Geneviève si rannicchia sotto il sedile, la guancia premuta contro il tappetino, va a sbattere quando un’altra auto la sperona. Un finestrino va in frantumi e tanti piccoli cristalli le rovinano addosso. Pensa di morire. Invece pochi giorni dopo è seduta nel salone inondato di sole della conferenza stampa. Non l’ha annullata come aveva pensato e ora prova disagio, immobile e distratta davanti alle domande del pubblico. È lì per pubblicizzare il suo libro sulla cui copertina campeggia la sua immagine glamour più giovane grazie al fotoritocco, un’autobiografia scritta da altri. Dopo l’incontro Richard, suo marito, la accompagna attraverso la sala rinfreschi e sua sorella la chiama al telefono, ma Geneviève è sbrigativa e chiude in fretta, ora vuole solo andare a casa...

Esordio letterario di Marcello Cesena, comico, attore, regista, sceneggiatore, imitatore e ora anche scrittore, forse più noto al pubblico per il suo personaggio Jean Claude dalla serie Sensualità a corte in collaborazione con la Gialappa’s Band (chi non ricorda il lamentoso “Madreeeeeeeee!”?!). Un luogo sicuro racconta la storia di due donne tra loro diverse ed estranee, che si ritrovano a collaborare a un progetto denso di dolore che stravolgerà le vite di entrambe. Quanto può essere labile e precario l’equilibrio mentale? Basta un attimo e tutto può cambiare irrimediabilmente. Quanto siamo disposti a spingerci per salvaguardare i nostri interessi? Denaro, potere, posizione sociale sono privilegi sacrificabili? Atmosfere ed elementi sono già visti, forse Cesena si è ispirato ad altre opere sperando che questo bastasse a ricrearne la magia e a suscitare le stesse emozioni. Lento e particolareggiato (troppo!), verso il finale accelera improvvisamente, ma in modo frettoloso. Cesena alterna la normale narrazione a brani in corsivo per la storia di Azadeh (ma non raccontata in prima persona) che si sviluppa piano ma non si conclude, resta sospesa e poco chiara. Molti sono i passaggi ingenui e poco sviluppati, a dire il vero, solo nominati, superficiali e sospesi. I personaggi non sono facili da amare: Geneviève è decisamente odiosa, Sandrine insulsa e Azadeh non è sufficientemente approfondita. Purtroppo l’opera non riesce del tutto a emozionare come ci si aspetterebbe. Solo il finale smuove un po’ animi e coscienze, ma per ciò che racconta non per il modo in cui è raccontato: sembra in qualche modo “frenato”, emotivamente piatto. Qualche refuso ripetuto per tutto il romanzo (“difronte” non si scrive attaccato, diamine!), qualche banalità e luogo comune, dialoghi poco fluidi... Lo stile è sicuramente acerbo e c’è tanto da migliorare, ma il potenziale è buono: alcuni passi sono resi bene, evocativi, la scrittura è molto descrittiva, quasi visiva e l’idea sicuramente interessante. Può senz’altro migliorare. In caso contrario, può continuare come prima, dove sicuramente sa il fatto suo.