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Un mondo su rotaia

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Tram e treni, ma anche funicolari, vagoni a cremagliera, metropolitane, ferrovie sospese popolano questo volume che si apre con le riproduzioni di dodici figurine Liebig, perfette per introdurre in modo suggestivo il mondo dei trasporti del primo Novecento, raffigurando la ferrovia sospesa di Wuppertal, la ferrovia dentata di Zermatt, la metropolitana di Parigi, la funicolare di Brunate, il tramway aereo di Berlino e altre ferrovie dell’epoca, testimoni dell’intenso progresso scientifico e tecnologico di quegli anni. L’evoluzione del trasporto ferroviario è illustrata da immagini e citazioni di pubblicazioni, periodici e volumi sia italiani che stranieri. Un interessante capitolo è dedicato alla moda in viaggio; nell’Ottocento, quando non tutti potevano permettersi gli spostamenti in treno, quest’ultimo diventava occasione per sfoggiare un abbigliamento comodo e adeguato al mezzo. Riviste di moda come “Le petit echo de la mode” o “Elle” in Francia, ma anche riviste di intrattenimento e informazione come “L’illustrazione italiana” offrivano ai loro lettori esempi di vestiario razionale ed elegante per viaggiatrici e viaggiatori di ogni età. Segue un capitolo sui ponti, essenziali per ogni tipo di trasporto, ma dotati di esigenze particolari quando si tratta di ponti ferroviari, necessitando questi ultimi di dimensioni e lunghezze superiori rispetto ai ponti stradali. E poi leggiamo ancora di rotaie su ghiaccio del passato e del presente, come la via ferrata sulla Neva ghiacciata tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento e come quella sul lago Baikal al tempo della guerra russo-giapponese (1904) o ancora come la ferrovia per Lhasa, attiva anche oggi in Tibet. Si parla infine anche dell’alta velocità e di alcune importanti stazioni europee…

Il libro conclude una trilogia iniziata con due precedenti volumi dedicati a L’Italia in treno nel racconto degli artisti che illustravano le copertine dei periodici del tempo. Qui i protagonisti sono ancora i trasporti su rotaia, dagli esordi con la locomotiva di George Stephenson all’attuale tecnologia. Il fascino della pubblicazione è dato in gran parte dalle numerosissime immagini d’epoca, tratte sia da testi scientifici come “La revue de sciences” sia dalle molto diffuse “Rivista del Touring Club Italiano”, “Domenica del Corriere”, “Illustrazione del popolo”, “Nature” e perfino “Grand Hotel”. I testi del volume sono sia di carattere tecnico-scientifico che storico e di costume, in modo tale da offrire una lettura interessante ai lettori più esperti in materia, ma anche a quelli non specialisti, se pur curiosi di storia dei trasporti. La maggior parte delle notizie riguarda il tardo Ottocento e l’inizio del Novecento, periodi gloriosi per la diffusione del trasporto ferroviario, visto come imprescindibile elemento di progresso, in Europa e oltre. Emblematica dello spirito dell’epoca è la citazione di un articolo di Cavour che nel 1846, sulla parigina “Revue Nouvelle”, sostiene: “(...) Le strade ferrate saranno un’arma potente, grazie alla quale le nazioni arriveranno a trionfare sulle forze retrograde che le trattengono in un funesto stato di infanzia industriale e politica. [...] Per quanto grandi siano i benefici materiali che le ferrovie sono destinate a riversare sull’Italia, non esitiamo a dire che essi rimarranno assai al di sotto degli effetti morali che produrranno. Esse contribuiranno potentemente ad abbattere le meschine passioni municipali, figlie dell’ignoranza e del pregiudizio”. Poi non è andata proprio così, ma è bello pensare che Cavour lo avesse convintamente sperato.