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Un mucchio di bugie

Un mucchio di bugie

D’accordo, è un ladro, e ha rubato la borsetta di una delle sue clienti, così le chiama lui. Ma non è un malavitoso. Si considera “una curiosa figura di ladro, non proprio onesto ma perlomeno sensibile”. Per questo scrive alla derubata, restituendogli due lettere che erano nella borsetta e avviando una conversazione con lei, per iscritto. O meglio un monologo... Il treno ormai è partito, direzione Roma. Eppure, Mario non avrebbe voluto cominciare quel viaggio, se solo non fosse stato così debole. Forse una donna lo aspetta, ma il loro rapporto può riprendere davvero? O tutta questa mancanza bisogna tenersela? ...Quando lo conobbe, all’Istituto degli abbandonati, un collegio-orfanotrofio, Severo aveva quarant’anni. Era un educatore, un uomo che seminava gli animi dei ragazzi ospiti dell’istituto, convinto della loro fertilità. Poi la malattia e il “dolore severo” lo hanno sconfitto, portandoselo via...Michele aveva solo quattro anni quando morì, e da allora la vita di Maria Annunziata è stata solitudine, dolore, depressione e follia, culminati con il suicidio...Vanessa è malata. In lei abitano Roberto (il diavolo) e Gesù, e tutti e due parlano con lei. Ma quella sensazione di una presenza nemica dentro il proprio corpo, l’ha sperimentata anche lui...Giulio è un cacciatore di libri, ma sul treno diretto a Roma sono Le Confessioni di Agostino a trovarlo. Lui, che scrive storie, è davvero un uomo felice o è come l’allegro bevitore, che si gode la sua “pestifera gaiezza?”... Dalia è molto bella, ha ventiquattro anni, la pelle bianca, ma il suo corpo non funziona. La malattia le impedisce di scrivere, di fare delle parole parlate, l’amore come vorrebbe...Carlo ha un modo tutto suo di leggere i libri. Le sue esperienze di letture vanno al di là delle parole, identificandosi nella visione del susseguirsi delle azioni che circoscrivono un vuoto, nel quale ogni volta ci si colloca dentro, alimentando così l’immaginazione dei suoi amici... Il mondo dei prima e dei dopo finirà? Di sicuro ci sarà un giudizio, saranno giudicati i vivi e i morti. E come sarà questo giudizio? Il ritorno in vita dei corpi sarà per tutti? O solo per i giusti? Teologi, scrittori, filosofi, predicatori, hanno dato innumerevoli risposte. Ci furono discussioni violente. Papa Giovanni XXII rischiò di farsi accusare di eresia...Mariella non ne può più del suo corpo-fantasma- giocattolo nelle mani del suo creatore, dei suoi desideri fantasmatici. Così lei lo prega, perché la liberi alla dissoluzione, affinché ponga fine alla sua miserabile esistenza, rinchiusa in sonetti, canzoni, ballate, madrigali...

E pensare che in una conversazione con Giulio Mozzi sull’opera narrativa (e dintorni), curata da Antonio Galetta e fresca di pubblicazione sulla sezione magazine del sito web della Treccani, l’autore dichiara di continuare a sentirsi, a tutt’oggi, una specie di abusivo, non soltanto nella poesia, ma nella letteratura in generale. Leggere Un mucchio di bugie, racconti 1993-2017, un greatest hits di ventuno racconti pubblicati dall’autore nel corso di più di venti anni, a partire dagli esordi nei primi anni ’90, con “Lettera accompagnatoria”, è come ascoltare brani musicali di Igor Stravinskij. Durante la lettura della collana, si rimane colpiti dalla cifra stilistica, senza dubbio innovativa e sperimentale, frutto di molti anni di insegnamento di scrittura creativa e consulenza editoriale. La quasi totalità dei racconti sono privi di una precisa collocazione temporale, e questa acronia bene si armonizza con la funzione emotiva e poetica del linguaggio utilizzato dall’autore. La musica che sprigiona la scrittura di Mozzi accompagna la presentazione dei personaggi dei racconti, Mario, Severo, Vanessa, Maria Annunziata, Dalia, Lorenza e gli altri, protagonisti di vite anomale, segnate da dolori, perdite, malattie. Colpisce “La burocrazia celeste”, in cui si legge di Eluana Englaro e dell’incapacità della Chiesa di renderla santa. Su tutto domina la finzione letteraria, quella finzione che Mozzi ha tentato di smontare già in Fiction. Interessanti ed utili per inquadrare ogni racconto, sono le brevi note esplicative che introducono la narrazione. Il testo è arricchito da una nota di approfondimento della produzione di Mozzi, ad opera di Gilda Policastro, scrittrice e critica letteraria. Raccogliendo l’invito dell’autore nella prefazione del testo, si può affermare, dopo la lettura del libro, che ci siano i presupposti per considerare questo mucchio di bugie delle fantasie di avvicinamento a una verità che brucia. Chi leggerà il libro potrà confermare o smentire.