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Un posto tranquillo

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Kōbe, fine anni Settanta, Asai Tsuneo, funzionario di livello del Ministero dell’Agricoltura è a cena con un gruppo di industriali del settore agroalimentare. Da appena un mese è stato nominato il nuovo capo di gabinetto Shiraishi, un giovane brillante, laureato e molto amico del presidente. La sua carriera folgorante presto lo porterà altrove e Asai ha spiegato agli industriali che potranno continuare a contare su di lui. Mai troppo in luce, ma con il potere di decidere e di aiutarli, per questo è stimato e ascoltato. La cena volge al termine tra chiacchiere, brindisi allegri, con la compagnia delle geishe che allietano la serata. Discretamente, una cameriera del ristorante si avvicina ad Asai, sussurrandogli all’orecchio che è desiderato al telefono, chiamano da Tokyo. La rigida etichetta gli impone di non alzarsi subito per non mancare di rispetto al suo superiore. Mentre perde qualche minuto facendo finta di conversare, un misto di preoccupazione e insofferenza lo pervade. Perché lo chiamano così tardi? Sua moglie Eiko rimane a casa e quando lui manca per più giorni e invita sua sorella a trascorrerli con lei. Che motivo ha di chiamarlo? Che c’è di così urgente per disturbarlo a quella cena così importante? Passato qualche minuto segue la cameriera lungo un corridoio e dentro una stanzetta trova il telefono con la cornetta alzata. Risponde, ma non sente nulla. Poi un brusio e delle voci confuse, infine una donna che piange. Riconosce sua cognata Miyako, è sconvolta e a fatica riesce a dirgli che Eiko è morta all’improvviso poche ore prima. Prende la cornetta suo suocero e riferisce che ha avuto un attacco cardiaco mentre rientrava a casa ed è stata soccorsa in un negozio. Ma dov’era andata?

Matsumoto Seichō con Un posto tranquillo propone un noir anomalo, senza un vero e proprio caso, né un investigatore. Pubblicato in Giappone nel 1975, ha uno stile attuale e fresco, sicuramente merito della traduzione di Gala Maria Follaco. La straordinaria capacità dell’autore di descrivere la complessa e contraddittoria società giapponese, a lui contemporanea, con le sue dinamiche votate all’etica del lavoro e al rispetto rigoroso delle apparenze, rendono più comprensibile la figura di Asai Tsuneo. Quest’uomo arrivato dalla gavetta ad un posto di potere, che ha sacrificato tutto, anche la vita privata, che ha sopportato di competere con i raccomandati, lavorando meglio e più di loro ad un certo punto crolla devastato. La volontà di far luce sulla morte della moglie lo spinge oltre ogni limite. Eiko, sofferente di cuore, per episodi di affaticamento precedente, deve fare una vita tranquilla e ridurre gli sforzi al minimo. Anche la vita intima di coppia ne risente grandemente, ma Asai è troppo impegnato nel lavoro e ben sopporta questa astinenza. Eiko però ha tanti interessi, la pittura, la poesia e ama la compagnia, solo in casa è quasi sempre muta. Sembra avere due personalità e questo Asai lo scoprirà investigando. Appare proprio strano che la morte della giovane donna sia avvenuta all’interno di una piccola bottega di profumi nel quartiere di Yoyogi, distante da casa, lontano dai luoghi che la donna abitualmente frequenta e nelle vicinanze di un albergo a ore. Si fa largo nella mente di Asai il pensiero, il sospetto che la donna nascondesse una doppia vita. Appuntamenti segreti? Un amante? A chi sono dedicati gli haiku che Eiko ha composto? La sua ossessiva ricerca prosegue non perdendo mai di vista il proprio ruolo di funzionario. Grande è il timore di perdere tutto quanto commettendo una leggerezza o un errore. Ciò che conta ancora è mantenere la calma e le apparenze. È il timore di uno scandalo e di ciò che potrebbe scoprire sulla moglie defunta che spinge Asai a continuare a scavare. Il lettore segue la trama, che si sviluppa fra sospetti, intrighi e congetture. La verità che sfugge immancabilmente, fino alle battute finali, in un crescendo di tensione, colpi di scena, follia e inattesa brutalità.