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Un quarto di secondo

Un quarto di secondo

La ninfa si specchia nell’acqua per ammirare le sue belle forme: i capelli che si intrecciano, il sorriso appena accennato, le pieghe della veste, le lacrime che le velano gli occhi simbolo della sua incurabile tristezza. È talmente presa dalla sua immagine, da non rendersi conto della vita intorno a lei. Le due donne che concludono la lirica condividono gli stessi atteggiamenti con la ninfa, si specchiano l’una nell’altra guardandosi “E poi ci siamo noi, sedute qui, così vicine / a inventarvi una scena con gli inganni / di una ninfa...”, l’una è l’universo per l’altra e viceversa. Lirica dedicata a Conrad Aiken, poeta che narra l’illusione... La ballerina riposa nel suo carillon, ma basta caricarla e torna a girare su sé stessa, con una mano si tiene la veste, i suoi piedi sono sollevati dal piedistallo. La ballerina non invecchia mai dentro al suo carillon, la sua è un’esistenza eterna che si può ripetere all’infinito fino a quando torna il momento di dormire, potrebbe sembrare la donna ideale. “Ballerina sottomessa e orizzontale / schiacciata tra due talami intriganti...” Lirica dedicata a Edward E. Cummings, poeta delle piccole cose... La vecchia terribile che le rovina l’esistenza la guarda dalla specchio, la opprime, la minaccia, sputa calunnie nei suoi confronti. Consuma con estrema determinazione il suo corpo, offende le sue carni, le procura dolore nelle ossa. Lei se ne vuole liberare, la rifiuta energicamente, la vuole abbandonare alla sua disperazione. La vecchia latra alla luna e piange per il suo destino, ma le scelte sbagliate non possono essere corrette. “Sì, piangi megera, se sogni bellezza / se vedi nel sonno i sussurri, i sussulti”. Omaggio a Delmore Schwartz, poeta maledetto amato da Lou Reed... Avrebbe dovuto andarsene con il suo cane, non lasciarlo solo ad affrontare l’epilogo. “Ti chiedo cane, se non qui, / dove potremo mai meglio fermarci”. Fuggire insieme nella neve durante la notte, una notte ideale per compiere insieme il varco temporale, raggiungere il vuoto che si trova oltre questa vita, un salto di cui non si deve assolutamente aver alcun timore. Per rimanere vicini in questo lungo sonno. Omaggio a Robert Frost, poeta della solitudine e della malinconia... La bella sirena si è spiaggiata, ha raggiunto la riva per poter conoscere l’uomo, per comprendere quanto egli sia capace solo di amare in modo volubile, senza sincerità. Così la sirena tornerà nelle profondità del mare, dove la realtà è solo sogno e fantasia, dove ha lunga vita la fiaba, dove finalmente può ritrovare sé stessa. “Torna, muta, sirena, dove / l’acqua è più fonda.” Lirica dedicata a Kenneth Patchen, poeta del surrealismo e del misticismo...

Il “quarto di secondo” è il presente, un momento infinitesimo di cui non cogliamo la durata, che si pone tra un passato da riflettere e superare e il futuro da sognare. Questa unità impercettibile del tempo l’autrice è convinta di poterla fermare attraverso la poesia, riflessione sulla condizione umana. La raccolta prende il via da una lunga serie di omaggi che la Vatteroni dedica agli autori da cui ha ricevuto ispirazione, esponenti della poesia nordamericana fino a Ezra Pound, includendo il premio nobel irlandese Yeats. Di ognuno di loro si mette in luce l’aspetto caratteristico della sua scrittura, a cui la poetessa vuole rifarsi per una dedica in versi che rappresenti l’esempio di una sensibilità inconsueta. Segue una sezione dedicata ai fiori e alle piante, citati tenendo presente come ognuno di loro abbia un significato specifico, da riscoprire nel cercare di svelare il segreto dell’esistenza. Infatti la poesia di Sonia Vatteroni ha una chiara matrice esistenzialista e nelle tre sezioni che seguono questo carattere emerge in modo sempre più chiaro. Sulla scia della lezione di Heiddeger, l’autrice analizza a fondo la condizione umana e in particolare l’inevitabilità della morte, triste epilogo che l’uomo condivide con ogni altra creatura. In una lunga riflessione esistenzialista, è necessario porsi delle domande sul momento di passaggio verso un’ignota rinascita. La Vatteroni aiuta il lettore a guardare con coraggio all’annullamento della materia, convinta che solo l’amore possa vincere il terrore per la morte dell’essere vivente, memore dell’insegnamento della Dickinson. Come tutti i poeti, anche lei finisce per gettare un’ancora di salvezza al lettore, affinché non prevalga la negatività. La raccolta Un quarto di secondo ha ricevuto nel settembre del 2023 il premio “Montale fuori di casa” nella sezione Ligure-Apuana, un riconoscimento in passato concesso ad alcuni poeti, critici e scrittori abbastanza conosciuti. Sonia Vatteroni è poetessa e autrice di testi teatrali. Ha frequentato seminari di scrittura creativa ed è stata lettrice di Controradio nella redazione fiorentina. Ha al suo attivo quattro pubblicazioni: Pongasie e Supponga per le edizioni Il mio libro, Un quarto di secondo per le edizioni Oltre e Monadi per GS Editore. L’autrice è citata nell’Enciclopedia della poesia contemporanea Mario Luzi 2018.