L’eccesso di informazione viene spesso considerato una caratteristica esclusiva dell’epoca digitale, conseguenza dell’espansione della rete, dei social e oggi dell’intelligenza artificiale. In realtà accompagna la storia della cultura occidentale fin dall’antichità. Già filosofi e moralisti si interrogano sulla difficoltà di orientarsi tra troppi libri e sulla necessità di distinguere ciò che merita di essere conservato da ciò che può essere dimenticato. La nascita della stampa rende ancora più urgente il problema, favorendo nuove pratiche di organizzazione del sapere: il recupero dei manoscritti, gli schedari, le raccolte, gli estratti, i repertori, le enciclopedie. Accanto all’ambizione di costruire biblioteche sempre più vaste si sviluppa una tradizione opposta, che diffida dell’accumulo indiscriminato e rivaluta il valore della selezione, della sintesi e dell’oblio. Umanisti, enciclopedisti, filosofi e scrittori elaborano differenti modi di convivere con una memoria destinata a espandersi senza sosta. Attraverso figure che vanno da Platone a Petrarca, da Diderot e Voltaire fino a Roland Barthes e Montaigne, prende forma una lunga riflessione sul rapporto fra libri, conoscenza e memoria, nella quale leggere non significa possedere tutto il sapere disponibile, ma imparare a scegliere, organizzare e trasformare l’esperienza della lettura in una forma di conoscenza realmente fruibile…

Con Un saper leggero. Breve storia dell’eccesso di informazione, Xavier Nueno ricostruisce una genealogia culturale dell’information overload, mostrando come la difficoltà di orientarsi nell’abbondanza dei testi sia una costante della civiltà occidentale. I sei capitoli seguono un percorso coerente: dalla nascita del problema alla costruzione dei grandi sistemi di conservazione, dalle tecniche di organizzazione del sapere alla tradizione della diffidenza verso la scrittura eccessiva, fino all’Illuminismo e alla proposta conclusiva di una “biblioteca dell’amateur”, nella quale la lettura rinuncia all’illusione dell’esaustività. Il volume tratta storia del libro, filologia, filosofia, teoria della lettura e storia delle idee, sostenuto da un apparato bibliografico ampio che tocca studi classici e contemporanei. La biblioteca si configura come luogo in cui memoria e oblio si implicano reciprocamente. Il “saper leggero” del titolo non indica semplificazione o superficialità, bensì la capacità di selezionare, sintetizzare e accettare i limiti della memoria, riconoscendo che ogni forma di sapere nasce tanto da ciò che si conserva quanto da ciò che inevitabilmente si lascia cadere nell’oblio.