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Un sogno di vita

Un sogno di vita

È un nebbioso giorno di ottobre dell’anno 1927. Lo scrittore David Herbert Lawrence si trova davanti alla miniera di Moorgreen. Tutto è fermo. La miniera sembra un grande corpo immobile. Non c’è il grattare degli attrezzi, le ruote dei macchinari sono ferme. L’immobilità della miniera è sempre stata un segno nefasto perché quelle ruote scintillanti al sole hanno sempre significato per gli operari e per i loro figli: lavoro e vita. È un giorno d’ottobre nebbioso e bruno. L’intera regione appare allo scrittor come morta anche il vecchio ponte dove passavano le pecore ed e su cui lo scrittore si affacciava è ridotto ad un ammasso di ferraglie. Il fiumiciattolo dove pescava con i suoi amici è ridotto ad un rigagnolo e così pure la diga dove si faceva il bagno. Tutto organizzato e sistemato da colate di cemento. E così la vita delle persone – afferma Lawrence – un’immensa cloaca. Non ci sono più carri né ordinazioni di materiali. Le miniere funzionano per la metà del tempo, gli uomini sono tutti a casa. E la miniera se ne sta lì fumando silenziosamente…

La novella dallo stile surreale dell’autore inglese David Herbert Lawrence è stata scritta proprio nell’anno citato nel racconto, nel 1927, e costituisce un inedito, ambientato nei luoghi dell’infanzia dell’autore (Eastwood, contea di Nottingham). La casa editrice Via del vento di Pistoia ha inserito lo scritto nella collana “ocra gialla” che raccoglie testi inediti e rari dei grandi autori del Novecento. Si tratta di una iniziativa editoriale intelligente e raffinata distribuita in libreria e su abbonamento annuale. Ogni opera, rappresentata da un volumetto di quaranta pagine, è corredata da un breve sunto biografico dell’autore e da una introduzione che di volta in volta amplia i temi trattati nelle pagine della raccolta e consente di operare dotte riflessioni sull’autore. Per Lawrence l’introduzione è stata curata da Francesco Cappellini che definisce l’inedito un “tentativo di racconto” seppur caratterizzato da un’impronta riconoscibilissima, quanto a stile ed ingegno letterario, dell’autore inglese. In effetti nelle pagine del racconto emergono, sin dalle prime righe, i temi cari a Lawrence: lo scontro tra natura e cultura, la sensualità, e soprattutto il vagheggiamento del paradiso perduto in cui gli uomini si trovano liberi e puri: l’eden naturale non adulterato dal progresso. Il tono dello scritto è totalmente onirico con personaggi che si muovono in un’atmosfera trasognata e irreale che a tratti riecheggia le atmosfere rarefatte ed improbabili del contemporaneo autore giapponese Haruki Murakami.