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Un tempo per ogni cosa

Un tempo per ogni cosa

Si sveglia alle sette tutti i giorni, da quando ne ha memoria. Ogni orologio della sua casa - e ce ne sono tanti, di orologi, nella sua casa: meccanici, a cucù, pendoli - è perfettamente regolato e scandisce la giornata di Edgar che così può sapere, in qualsiasi stanza si trovi, l’ora esatta e comportarsi di conseguenza. Nella casa di Edgar ci sono anche orologi speciali, deputati a ricordargli, ogni giorno da quando ne ha memoria, che alle 16 vi è l’appuntamento quotidiano con la telefonata alla madre, per qualche breve convenevole non troppo affettuoso, alle 17 è l’ora del tè del pomeriggio (una sola tazza, mi raccomando!) alle 19 è tempo di cena, e via a seguire. Edgar non ha altre passioni, se non quella, alle 21 di ogni sera, di controllare che tutti gli orologi della sua casa - e sono molti, non dimentichiamocene - siano regolati tutti allo stesso esatto secondo. Edgar non crede serva altro nella vita, non perde tempo indugiando in una colazione più rilassata, magari concedendosi un pasticcino goloso, non esce senza alcuno scopo se non la sua passeggiata quotidiana necessaria al buon mantenimento del corpo, non viaggia, non prende zucchero, non utilizza colori troppo vivaci per le sue cravatte, non ozia leggendo le barzellette del quotidiano ma solo i fatti di cronaca -attività che gli occupa quindici minuti della sua giornata. Tutto sembra procedere bene fino a quando, inaspettatamente e terribilmente, Edgar si rende conto di non aver preso il tè del pomeriggio perché l’orologio appositamente addetto a ricordarglielo si è bloccato...

Vi ritrovate spesso a pensare di non avere abbastanza tempo, con la fastidiosa sensazione di avere le giornate piene di impegni imposti e mai di attività desiderate, pensando che potreste fare altro, se solo aveste qualche ora in più, se solo aveste un pizzico di coraggio per... Ok, questo libro elegantemente illustrato fa per voi, regalatevelo. Certo, la storia è esagerata, il protagonista è francamente patologico, direi nevrotico, ma è impossibile non ritrovarsi un po’ nel povero e simpatico Edgar, imprigionato nella sua vita già bella confezionata e senza alcun guizzo creativo, senza alcuna sorpresa, ogni giorno uguale all’altro. D’altra parte, quante volte evitiamo un cibo senza averlo mai assaggiato, convinti che non sia di nostro gusto? E quante volte non compriamo un certo capo d’abbigliamento perché sicuri non sia adatto a noi, pur non avendolo provato? Sono solo esempi banali ma la capacità di stupirsi, di lasciarsi sorprendere dalla vita - che ne offre a bizzeffe di occasioni per meravigliarci -, passa per le piccole azioni quotidiane. Se accettiamo e cerchiamo queste deviazioni dal nostro sentiero abituale, piano piano potremmo imparare ad essere meno controllanti e ad accogliere con maggior serenità quanto la vita ci offre, perché no, godendone. La scrittura è molto semplice, frasi brevi e chiare per una storia senza età e senza distinzioni che ci invita, in modo diretto e preciso, a crearci il nostro tempo, non quello scandito dagli orologi e dalle convenzioni sociali.