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Un uomo migliore

Un uomo migliore

In un minuscolo paesino del Québec, nelle campagne intorno a Montreal, una giovane donna scompare dalla casa in cui vive col violento e irascibile marito: vengono avviate le ricerche dal Commissario Armand Gamache della Omicidi e dalla sua squadra, rese difficilissime dal maltempo e dalle alluvioni che stanno mettendo talmente a dura prova tutta la Regione da far persino temere di dover evacuare tutte le abitazioni dell’area. Nonostante ciò, in poco tempo viene trovato il corpo, quasi abbracciato a un tronco dentro un fiume in burrasca; e poco lontano, a riva, una borsa della donna contenente del vestiario… però stranamente tutto estivo! Il mistero è fitto, perché, se per vicinanza fisica e per carattere antisociale e rissoso il principale sospettato risulta senz’altro il marito (dal quale si scopre che la donna stava fuggendo quando ha perso la vita), nel contempo vi sono alcune altre persone che avrebbero avuto motivo di eliminare la giovane, ed anzi queste, con il proseguire delle indagini, crescono sempre più di numero. Per riuscire nell’impresa di risolvere il caso, Armand Gamache dovrà far appello non solo alla sua proverbiale umanità, intelligenza e riflessività, ma anche alla capacità di guardare oltre la superficie e le apparenze, sia fuori sia dentro il proprio ambiente di lavoro. Egli viene infatti dalla soluzione - eroica ma al tempo stesso tragica - che ha dato ad un caso di droga, nel quale hanno perso la vita anche alcuni suoi colleghi; si è trovato perciò nell’occhio del ciclone, ed anche sospeso dal servizio per un certo periodo. Pur senza esplicitarlo, in molti, tra i suoi superiori, hanno l’occhio puntato su ogni sua mossa e sono pronti, al minimo dubbio, a chiedergli di farsi da parte. Fortunatamente Gamache ha al suo fianco, all’interno della Polizia, un paio di amici veri la cui importanza, nella risoluzione del caso della ragazza scomparsa così come nelle beghe “politiche” interne al suo ambiente lavorativo, saranno determinanti…

Questo romanzo suscita curiosità e interesse nel lettore fino all’ultimo, anzi soprattutto nella pirotecnica ultima parte, piuttosto inaspettata visto che la prima metà non ha un grande ritmo narrativo; il lettore che avrà pazienza, sarà perciò pienamente ripagato dall’incalzante e ben concatenato finale, nel quale, oltre ai colpi di scena, altrettanta se non superiore importanza hanno le dinamiche psicologiche di vari personaggi, sempre del tutto realistiche e credibili. Sedicesimo capitolo della saga firmata dalla scrittrice canadese Louise Penny con Gamache protagonista (ma in Italia sono stati tradotti ancora pochi romanzi e non in ordine cronologico purtroppo), Un uomo migliore non è ovviamente un noir perfetto. Accanto alle indagini e ai problemi del commissario Armand sul lavoro, fanno da sfondo alla vicenda le “chiacchiere di paese” di alcune comari - tra cui l’anziana poetesse Ruth, che avrà nel finale un ruolo non del tutto secondario nel riassestare Gamache all’interno del proprio ambiente lavorativo – e questi pettegolezzi di paese risultano l’unico aspetto non riuscito del romanzo, in quanto troppo “fuori contesto” rispetto ad una narrazione già piena di elementi ed alla quale in questo modo non viene apportato, di fatto, quasi nessun ulteriore contributo. Ma è una pecca abbastanza veniale nell’economia del giudizio sulla nuova avventura del Commissario Gamache, la cui lettura ci lascia, sin d’ora, in stato di attesa per il prossimo capitolo.