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Un uomo sottile

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Paolo e sua moglie Laura sono a Venezia per qualche giorno di vacanza. È il 4 novembre del 1996, sono circa le dieci e quarantacinque. Paolo lo ricorda perché un uomo, avvicinandoli su un ponte del Canal Grande, chiede l’ora. È magro, gentile e garbato nei modi, così gli risponde dando l’informazione. L’uomo sgrana gli occhi e continua: “Sì, ma di che anno?”. Quella frase e quell’uomo sono riapparsi spesso nella vita di Laura e Paolo e quando si dimenticano di fare qualche cosa è un modo simpatico di sfottersi. Poi guardando una foto e l’unico video presente in rete dello scrittore Daniele Del Giudice, li ha collegati a quell’uomo. Da quel momento decide di chiamarlo DDG, prova pudore nel fare il nome per intero e vuole scrivere di lui. Ne parla con Laura e lei lo incoraggia. È una donna preziosa e sempre indaffarata, presa nei suoi progetti educativi. Paolo pensa a DDG e alla macchina da scrivere che l’autore ebbe in regalo da suo padre, chi scriveva le storie, l’uomo o la macchina? Una sera prima di cena qualche cosa cambia. “La Settimana Enigmistica” di Laura è aperta sul tavolo, Paolo la guarda e vede che le lettere sono inserite senza criterio, anche due o tre nella stessa casella, una confusione totale. Anche Laura sta svanendo nel nulla o nell’aria come DDG?

Un uomo sottile di Pierpaolo Vettori, vincitore della quinta edizione del Premio Neri Pozza, è un tributo a Daniele Del Giudice. Autore scomparso dalle scene letterarie, ancor prima di essere aggredito da una grave malattia degenerativa. Infatti, De Giudice ha scritto poco, intervallando un’opera dall’altra con anni di silenzio. Questa non è una biografia, però: è un romanzo vero e proprio e può essere letto agevolmente anche da chi non conosce nulla dell’autore, anzi può essere una spinta per conoscere i suoi scritti. Il protagonista del romanzo tenta di capire come mai DDG abbia scritto così poco nell’arco della sua carriera e secondo lui non è solo la malattia che ha posto fine al suo lavoro, il suo silenzio parte da prima. È un romanzo sulla letteratura, l’arte dello scrivere e i dubbi che assalgono uno scrittore quando si accinge ad iniziare un romanzo. Il fallimento è sempre in agguato. La malattia di Laura accende l’attenzione su un’altra persona e ce la fa vedere con occhi nuovi. A volte confondiamo le persone con il loro passato, con ciò che hanno fatto o vissuto, anche quelle più vicine a noi. La malattia invece riporta la sensibilità al tempo presente della persona che ha bisogno di aiuto. L’elemento reale della malattia e quello immaginario della ricerca di DDG corrono in parallelo e si corrispondono perfettamente. Quando Vettori ha scritto il libro Daniele Del Giudice era ancora vivo e per l’autore trovare una voce al romanzo è stato molto impegnativo. Ha scelto di non contattare le persone che lo conoscevano direttamente per una forma di pudore e rispetto e per lo stesso motivo ha usato l’acronimo per distinguerlo dalla persona fisica. È il personaggio letterario con cui il protagonista dialoga. Ha trovato il linguaggio da usare per il romanzo seguendo il pensiero di Daniele Del Giudice, togliere per arrivare all’essenza, per rendere più chiaro il mondo che ci circonda. Vettori va avanti per frammenti: la moglie, DDG e personaggi dei romanzi. Un uomo sottile è un romanzo breve da leggere a vari livelli. La trama è limpida e godibile, a tratti commovente.