Salta al contenuto principale

Un viaggio italiano

Un viaggio italiano

La cassa armonica del violino è lucente. Un oggetto che sembra brillare di luce propria, quasi un essere vivente. Il piano armonico è sinuosamente elegante ed è ricavato da una tavola di abete rosso. I fori di risonanza sono perfetti, il fondo e la fascia sono in acero fiammante, a emblema dell’utilizzo di una buona vernice. Insomma, un violino creato magistralmente da un esperto del mestiere. Le proporzioni sono perfette, la bombatura è elegantemente armoniosa. La parte che conclude il manico, il cosiddetto riccio, è piuttosto piccola rispetto alla media. Analizzando meglio lo strumento, si può notare che presenta un taglio all’altezza dell’anima, perfettamente riparato e due etichette apposte moltissimo tempo prima. L’etichetta del costruttore narra che il violino nasce a Milano nel 1605 e viene riparato a Vienna nel 1882 dal mastro liutaio Voigt, che appone un nuovo manico. Un lavoro di ottima qualità: il violino, nel tempo, subisce un altro restauro e oggi può definirsi praticamente perfetto. Philipp è ancora un ragazzo quando sogna la carriera musicale ed è proprio nel periodo dell’adolescenza e della giovinezza che si rende conto di quanto la buona volontà non sia sufficiente, senza il supporto di un buono strumento musicale. Così, preferisce diventare storico e scrittore e gli rimane ben poco tempo da dedicare alla passione per il violino, pur continuando a suonare con gli amici, oppure da solo. Fondamentalmente, si sente un dilettante. Il laboratorio di MR si trova lontano dal centro città, è modesto, non ha fronzoli o bellissimi soprammobili, ma è certamente ben frequentato. Ci vanno i migliori musicisti e ci lavorano i migliori mastri liutai, capaci di fare delle bellissime opere d’arte. Quanti violini riparati, quante opere d’arte sono venute fuori da quel posto. Il mastro liutaio, dal canto suo, non è mai avaro. Se qualcuno vuole provare i violini che ha in riparazione, glielo fa fare, senza porsi alcun problema. Gli capita di avere tra le mani anche preziosi gioielli, come qualche Stradivari. Non si preoccupa il maestro. Se qualcuno vuole, può provare anche la pura eleganza…ù

Un viaggio che si snoda tra la Baviera, L’Aja, Londra, Vienna, Parigi e Venezia, quello descritto da Philipp Blom in questo Un viaggio italiano. Blom è un musicofilo di grande passione: tutto il racconto è volto alla ricerca di un misterioso liutaio, padre di un bellissimo violino, che per una serie di eventi imprevisti, finisce tra le sue mani. L’autore si innamora visceralmente dello strumento, tanto che la ricerca del suo creatore diventa una missione, quasi un’ossessione. Una ricerca che coinvolge tutta una serie di personaggi, compresi quelli facenti parte della vita privata dell’autore. Una passione- ossessione a cui fa da sfondo la Storia musicale con i suoi grandi nomi e la scia di quella singolare collettività che caratterizza il periodo a cavallo tra il Seicento e il Settecento. La trama, compatta e ben concatenata, si sviluppa in una vera e propria indagine, addirittura in una sorta di giallo, con l’analisi e lo studio delle documentazioni, il sospetto latente, che emerge lentamente, proprio come nelle migliori situazioni avvolte da mistero. Un’impresa quasi folle, che Blom descrive con il suo stile asciutto e la sua scrittura fortemente lineare, di grande semplicità, ma compatta e di spessore. La narrazione non risparmia al lettore l’inquietudine con cui vive perennemente il protagonista. Ci si sente catapultati in questa ricerca continua della verità, che diventa a tratti quasi paradossale. Un paradosso che si avverte, ma che si accetta, perché si condivide la necessità e l’urgenza di dare una paternità a quel violino. “Questa è la storia di un’ossessione. Una caccia all’uomo, un viaggio alla scoperta di un mondo dal quale ci separano trecento anni”. Così definisce il suo Un viaggio italiano lo stesso autore. Uno scritto singolare, a cui approcciarsi non facendosi ingannare dall’andamento iniziale pacifico e quasi lento. Il racconto si evolve in un crescendo di emozioni capaci di rapire il lettore e trascinarlo in un percorso molto lungo, ma decisamente interessante.