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Una battaglia per l’impero

Una battaglia per l’impero

È l’estate del 215 avanti Cristo quando uno squadrone di triremi romane naviga al largo della costa dell’Italia meridionale poco prima del tramonto, ai comandi dell’ammiraglio Publio Valerio Flacco. La missione di pattugliamento delle acque volge al termine e il notabile romano già pregusta una serata in compagnia dell’amante focosa che l’aspetta a Tarentum. La pappagorgia e la calvizie avanzata non sembrano abbiano pregiudicato l’arte della seduzione della giovane vedova di un nobile caduto a Canne grazie ai profondi occhi azzurri e all’indiscutibile fascino di chi viene dalla Capitale. Ma ecco che all’orizzonte la vedetta scorge il profilo di alcune imbarcazioni. Difficile pensare che i cartaginesi, dopo le ultime vittorie navali di Roma, siano disposte ad avventurarsi nei pressi delle coste italiche. Ma è anche improbabile che si tratti di navi macedoni: il re Filippo non oserebbe tanto. Meno che mai è possibile che si tratti di pescherecci. Ecco dunque che Flacco ordina ai rematori di accelerare il ritmo. Ne scaturisce un inseguimento estenuante. Ma Flacco non demorde e resta convinto che l’imprevisto non modifichi i piani della sua serata di sesso. Alcune navi riescono a sfuggire ma una si ferma e si arrende. Attimi di attesa quando dal ponte di comando sbuca un uomo di mezza età, barba curata e sguardo intelligente. Al cospetto di Flacco si presenta molto compito, parla un buon latino con accento greco, dice di chiamarsi Senofane, viene da Atene e rivela di essere un emissario di Filippo di Macedonia impegnato in una missione di pace perché il re vuole allearsi con Roma. Sarà vero? Oppure, al contrario, alla vigilia dello scontro capitale a Zama tra Roma e Cartagine, il re Macedone punta ad azioni di disturbo contro la Capitale per fare sponda con gli uomini di Annibale Barca?

Costruito su una trama avvincente e ricco di sfumature che conferiscono colore alle ambientazioni di scenari di oltre duemila anni fa, questo nuovo romanzo di Ben Kane conferma le aspettative del lettore che ha avuto già modo di calarsi nelle descrizioni dell’autore di lingua inglese. Grande appassionato di storia, sebbene abbia studiato altro (veterinaria), Kane ha già dato prova di sé e delle sue grandi capacità nella trilogia che si articola attraverso Le aquile della guerra, Nel nome dell’impero e Aquile nella tempesta. Ora, con questo nuovo lavoro, Kane dà l’avvio ad una nuova trilogia tutta imperniata sull’epocale scontro che contrappose intorno all’anno 200 Roma e Cartagine. Prezioso il corredo di due mappe che facilita al lettore la comprensione di alcuni passaggi e molti momenti storici cruciali nello svolgimento della trama, perché è vero che – come sottolinea anche l’autore in una nota iniziale – il racconto non può prescindere dalla realtà dell’antica Grecia, caratterizzata da una pletora di regioni e città stato dai nomi molto simili. E se alcuni di questi nomi sono semplici e mandati a memoria da migliaia di ragazzi come Atene, Sparta, Maratona e Termopili ce ne sono tanti altri che restano del tutto incomprensibili e da collocare bene nelle descrizioni geografiche. Ecco dunque puntuali le due mappe, una con i contorni del regno di Macedonia, l’altra con i dettagli dell’Asia Minore e della Propontide, entrambe datate 202 avanti Cristo. Lettura interessante, a maggior ragione per chi ha il compito di studiare alcune pagine cruciali della storia del Mediterraneo.