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Una fiera di merendine - Diari 2003-2020

Una fiera di merendine - Diari 2003-2020

David e il suo compagno Hugh stanno passeggiando per le strade di Londra. Entrano in un negozio di ceramiche e mentre stanno curiosando un giamaicano si avvicina al bancone e chiede informazioni su una via. La commessa gli fornisce le indicazioni, ma l’uomo le chiede di accompagnarlo in automobile per mostrargli la strada di persona. A quella richiesta, la donna scatta sulla difensiva e risponde che non può abbandonare il negozio, visto che il suo capo è al piano di sopra che sta telefonando. Il giamaicano insiste e le propone di attendere che il suo capo finisca la telefonata e a questo punto la commessa diventa ancora più nervosa… David sta andando da Tesco quando all’improvviso sente un colpo sulla schiena. In quel momento indossa le cuffie e ha lo sguardo rivolto verso il marciapiede, quindi gli ci vuole un attimo per realizzare cosa sia successo di preciso: una banda di ragazzini in bicicletta lo ha colpito al volo. David non ha nemmeno il tempo di prenderli a male parole che già quelli sono scappati, lui li vede mentre qualche centinaio di metri più avanti prendono di mira altri due uomini e poi anche una donna con un cane. David si mette a riflettere su quello che potrebbe fare se riuscisse a mettere le mani su quei piccoli teppisti: dopo tutto, prendere a pugni un ragazzino di dieci anni non è proprio una grande idea. Decide allora di concentrarsi sulle loro biciclette, immaginando di bucare le loro gomme e di rompergli i raggi delle ruote. La cosa gli fa tornare in mente un episodio accaduto nel 1970, quando era insieme a un suo amico in bici e aveva mostrato il dito medio a un automobilista che aveva fatto una manovra imprudente. Il tizio, resosi conto del gestaccio, aveva fermato l’auto, era sceso e aveva afferrato il manubrio della bicicletta di David, minacciando di ficcarglielo in gola. Quando alla fine arriva da Tesco, David vede che l’intera banda di ragazzini è lì. Per un attimo gli viene voglia di affrontarli ma poi decide di lasciar perdere e passa il resto della giornata a odiarsi per la sua codardia…

Una fiera di merendine (titolo “rubato” al menu di un ristorante indiano di Londra) è il secondo volume dei Diari di David Sedaris e fa seguito a Ragazzi, che giornata!, che copriva gli anni dal 1977 al 2002. All’interno del libro ci sono alcuni temi ricorrenti, che lo stesso Sedaris esplicita nella sua Introduzione: molte pagine sono ad esempio dedicate alla raccolta dei rifiuti che le persone lasciano per terra, attività che per Sedaris diventa una vera e propria ossessione, tanto da far sì che l’amministrazione comunale della città in cui vive finisca per dare il suo nome a un camion della nettezza urbana. Un’altra passione di Sedaris è quella di farsi raccontare barzellette, soprattutto sconce, nel corso degli innumerevoli firmacopie dei suoi libri che lo vedono protagonista. Accanto a questi aspetti per così dire eccentrici trovano però spazio anche riferimenti ai temi dell’attualità, su tutti ovviamente la Brexit e le elezioni presidenziali americane del 2016, e alle vicende più personali dello stesso Sedaris, in particolare al rapporto alquanto tormentato con il padre. Man mano che si avanza verso la fine del libro, si fa sentire anche una forma di dolorosa autoconsapevolezza nei confronti del tempo che passa e della vecchiaia che avanza. Tutto quello che Sedaris riporta, dagli episodi più grotteschi e ironici alle riflessioni più malinconiche e sofferte, viene comunque filtrato dal suo peculiare senso del comico, quell’atteggiamento disincantato e incline ad apprezzare gli aspetti grotteschi e assurdi dell’esistenza che gli ha permesso di affermarsi come uno dei talenti umoristici più apprezzati dalla critica e dal grande pubblico.