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Una giornata

Una giornata

Il caldo è umido e soffocante, piuttosto strano e prematuro per la stagione. In genere una temperatura del genere a Parigi arriva verso la fine di giugno, non certo ai primi di maggio. D’altra parte, il surriscaldamento climatico ha cambiato ogni cosa e anche il tempo è diventato imprevedibile. Edmund Bovet-Maurice si sta chiedendo se cambiare guardaroba e passare definitivamente a quello estivo. Chiede alla governante, Madame Roger, di portargli il suo completo in gabardine beige, quello da mezza stagione, ma, quando indossa i pantaloni, realizza che gli vanno un po’ stretti e non riesce ad allacciarli. Lo specchio del bagno riflette l’immagine della sua pancia e dei suoi fianchi, che Edmund osserva con attenzione e un certo fastidio. Purtroppo, è vero: è ingrassato. La bilancia gli conferma che, dall’ultima volta che si è pesato, a gennaio, ha preso quattro chili anche se, a onor del vero, non è che abbia mangiato o bevuto più del solito o condotto una vita più sedentaria. È vero che l’inverno precedente è stato difficile - la rottura della storia con Odile, con cui aveva vissuto parecchi anni, è stata un duro colpo -, ma semmai l’intera vicenda avrebbe dovuto farlo dimagrire, non certo ingrassare. Interrogata sul suo aspetto fisico, anche Madame Roger - diplomatica cinquantenne dai capelli bianchi e dalla pelle chiara - conferma che forse qualche chilo in più c’è. Ma è normale, secondo lei: in inverno si mangia di più e si tende a fare meno movimento; inoltre, la signora Odile non gli faceva mangiare molto pane e, accanto a lei, così morigerata e poco amante di pasta e dolci, pure lui faceva più attenzione all’alimentazione. È deciso, quindi: si metterà a dieta, ci tiene al suo aspetto. Edmund è un uomo brillante e sicuro di sé. Ha sessantotto anni e tra due andrà in pensione. Sa di piacere e, d’altra parte, ha avuto diverse mogli e parecchie storie d’amore con donne piuttosto belle e interessanti. È sempre stato considerato un donnaiolo ed è vero: in genere le donne le lascia lui, perché si stanca con facilità. Ma con Odile ha pagato a caro prezzo il suo comportamento...

Tutte le implicazioni di una vita intera nel disegno di una singola giornata. Ventiquattro ore della vita di un uomo importante, affascinante e famoso ma forse ingabbiato in una mediocrità celata dietro la fatua immagine del successo. Alain Elkann - prolifico scrittore e noto giornalista nato a New York nel 1950 da padre francese e madre italiana, autore di una quarantina di libri tra racconti e romanzi - offre al lettore la storia di Edmond Bovet-Maurice in un giorno qualunque di maggio; giorno che, in realtà, non si rivelerà affatto qualunque. Edmond è un uomo ambizioso e vagamente snob; è un dandy che coltiva il culto dell’eleganza e delle donne; ha matrimoni, ormai naufragati, alle spalle e una relazione, con una donna molto più giovane di lui, dai contorni decisamente sfilacciati e incerti. Nel corso di una singola giornata il meccanismo di una vita apparentemente brillante si inceppa e, tra memorie personali e maldicenze, verità e segreti del passato nascosti sotto la coltre del non detto, tutte le aspirazioni ed i desideri del protagonista vengono ridotti in briciole e la brevità del destino umano si riflette nel riassunto di un tempo circoscritto. Edmond si vede costretto a tracciare un bilancio della propria vita e quel che ne esce è il flusso di coscienza di un uomo lacerato dai dubbi e dall’inquietudine, un uomo con una vita piena di grinze e costretto a pagare di persona il pegno di un passato che lo condiziona, ma che non ha scelto. Sullo sfondo di una città – Parigi - descritta con una precisione ed una accuratezza tale da farne a tutti gli effetti la protagonista del romanzo, al pari delle altre presenze umane, Elkann si rivela abilissimo nel condurre il tormento interiore del protagonista da una dimensione oggettiva di colpa - scoprirà, nel corso della giornata, un episodio molto grave legato al passato della sua famiglia - ad una vera e propria angoscia soggettiva, che finisce per abitare la sua coscienza e scardinare ogni sua certezza. Una lettura molto breve, poco più di novanta pagine in tutto, piena di sorprese e di interrogativi; una storia intensa che racconta che la vaghezza non sempre paga e che non tutti sono eroi.