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Una lama infallibile

Una lama infallibile

Treviso è una città che vanta una tradizione schermistica che parte dal Quattrocento. È per volontà di Napoleone che nel 1810 viene istituito l’Ateneo di Treviso, che al suo interno, fra le altre, annovera l’accademia di scherma e in città iniziano a fiorire varie scuole. A fine ‘800 la scherma è ancora, e ovunque, considerata una disciplina maschile, legata tradizionalmente al mondo militare; non semplicemente uno sport quindi, ma un vero e proprio addestramento militare. Nei primi del ‘900 le cose iniziano lentamente ad evolversi. A Treviso le bambine cominciano ad avvicinarsi a questo sport, normalmente perché hanno uno schermidore in famiglia. Complice l’uso del più leggero e maneggevole fioretto in sostituzione di spada e sciabola e la presenza nella scuola del nobile Giulio Legrenzi della moglie Erminia, che lo affianca nella direzione della sala schermisca trevigiana ed è buona schermitrice essa stessa, la piccola Germana inizia a muovere i primi assalti. Sono gli anni dei primi movimenti femministi europei. Le donne iniziano a cimentarsi negli sport tradizionalmente praticati dagli uomini e si spinge per aprire il mondo olimpionico alle discipline femminili. In Italia, durante il ventennio, la scherma femminile sta ancora vivendo una fase di diffidenza fra gli addetti del settore e fatica a conquistare il proprio spazio e la propria dignità…

Un saggio storico e sportivo in piena regola, con la ricerca diligente e appassionata delle fonti, con tanto di citazioni e trascrizione di articoli di giornale che raccontano i fatti e l’atmosfera dell’epoca in cui Germana Schwaiger si muove. Pioniera della scherma, prima italiana a conquistare una medaglia mondiale e vincitrice di svariate competizioni nazionali nella disciplina, viene spesso descritta come signorina simpatica, aggraziata e gentile. Sono queste le doti che principalmente sono evidenziate in una donna nel ventennio fascista, ancor prima che dei meriti sportivi. Purtroppo i tempi non sono ancora maturi per una partecipazione femminile ai giochi olimpici e Germana non vi parteciperà mai e dovrà accontentarsi di gare minori, di tornei nazionali e internazionali, di esibizioni ed infine di conseguire il diploma di maestra di scherma. La Schwaiger si può senz’altro definire pioniera della scherma al femminile: prima campionessa italiana, antesignana delle moderne fiorettiste; impossibile non pensare a tutte le nostre grandissime schermitrici degli ultimi decenni e a Bebe Vio, che oltre a vincere medaglie è riuscita a varcare barriere inimmaginabili e che non mancherà di avvicinare a questo sport, da sempre considerato virile, tante atlete nel prossimo futuro. Un saggio imprescindibile per tutti i veri appassionati del settore.