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Una memoria inventata

Una memoria inventata

Pittrice, saggista, scrittrice, poeta e altro ancora. Una figura eccentrica, quindi, quella di Lalla Romano. Artista che ha attraversato da protagonista diverse stagioni del Novecento italiano. La sua ricca e versatile produzione, dunque, richiede un’analisi plurale: una sinergia di approcci ai diversi codici da lei saggiati nel corso della sua lunga carriera. Si parte dal peculiare contesto biografico. Dalla sua formazione all’interno di una famiglia che ne segna in profondità l’anima. E che si colloca nel paesaggio incantato, e spesso innevato, dei boschi alpini, a creare un rapporto simbiotico con la natura, che non a caso taglia trasversalmente le sue opere. C’è poi l’esordio poetico, con le prime raccolte in cui appaiono alcuni temi topici della sua arte: il sogno, l’ombra, il gusto per il cromatismo, l’acuta sensibilità nella rappresentazione dei paesaggi, interiori ed esteriori. La poetessa, prima, la scrittrice, dopo, ama infatti declinare la sensorialità in tutti i suoi aspetti. Quindi c’è l’approdo al romanzo, sulle tracce del Flaubert sapientemente tradotto e, talvolta, quasi parafrasato. Nel 1953, con l’auspicio di Vittorini, esce infatti Maria, che inaugura, o meglio rafforza, quella linea autobiografica, presente nelle opere fototestuali e nei successivi romanzi...

Novella Primo, studiosa esperta e di lungo corso della produzione letteraria (e non solo) di Lalla Romano, condensa, in questo densissimo lavoro, il risultato di un’indagine sull’opera della stessa Romano condotta con innegabile maestria. Con una cura certosina, attenta a tutte le sfumature, scandagliando cioè il vero e proprio universo fantastico dell’autrice senza lasciare alcuna zona d’ombra. Affiora così l’immagine di un’artista che frequenta l’arte visiva, come pittrice ma anche come esperta di arti figurative. Nonché saggista autorevole e di grande competenza. Lo attestano quelle opere, come Romanzo di figure, che la studiosa opportunamente indica come una componente fondamentale dell’arte della Romano. O i saggi e le scritture diaristiche che guardano allo spazio mediterraneo. Analizzato puntualmente è anche il rapporto con la tradizione classica, greca in particolare. Frequentata precocemente ed assorbita in tanti scritti, come Novella Primo non manca di puntualizzare con ricchezza di dettagli. Ad ulteriore riprova della profondità di questo lavoro è da segnalare la fitta bibliografia che la studiosa presenta nel ricco apparato di note. Insomma, questo volume si pone come uno strumento irrinunciabile per esplorare il ricco universo fantastico di una figura centrale del nostro Novecento.