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Una meta nella vita

Una meta nella vita
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Diego è un ragazzo come tanti, educato, gentile, generoso con la famiglia, premuroso con sua nonna. Frequenta l’università ed è proprio sulle scale della facoltà, mentre osserva il viavai delle studentesse attratto dalle loro grazie, che incrocia lo sguardo complice di Lorenzo, intento a fare la stessa cosa. Inizia così, per caso, la loro amicizia e viene loro naturale cominciare a studiare insieme per preparare i medesimi esami. Diego ama il calcetto, Lorenzo invece gioca a rugby e un giorno invita l’amico ad assistere ad una partita. Diego rimane affascinato da quello sport giudicato violento e feroce ma non comprende come con una maglia sudata e coperta di sangue dopo aver preso non si sa quante botte si possa essere felici. Non passerà troppo tempo che per colpa di una scommessa si troverà proprio su un campo ad allenarsi con Lorenzo e la sua squadra, ed imparerà quanto e in che modo possa essere entusiasmante lasciarsi coinvolgere da quella disciplina sportiva che mai avrebbe preso in considerazione per sé. Allenamento dopo allenamento, birra dopo birra, esame dopo esame, cresce l’amicizia tra i due ragazzi e attraverso il gioco sono molte le cose che entrambi impareranno di loro stessi e della vita…

Non è una certo una novità che lo sport possa diventare sinonimo e simbolo della vita stessa e delle sue numerose dinamiche e implicazioni: saper stare in squadra, perseguire un obiettivo comune, avere consapevolezza di che cosa si stia facendo tenendo conto del lavoro degli altri. Sapersi buttare nella mischia, fare e ricevere fallo sono tutte metafore applicabili a qualsiasi gioco di squadra ma Valerio Tagliaferri ha il pregio di accendere un riflettore su uno sport sicuramente più nobile e forse meno inquinato del nostro sport nazionale per eccellenza, il calcio. Romano di nascita, ha scelto l’autopubblicazione confidando molto nel potere della Rete e negli ebook, una possibilità che fino a qualche anno fa era preclusa. Confida, come racconta nel suo sito, che a decretare il successo di un libro non siano solo la televisione, le scuole di scrittura o gli addetti al marketing delle case editrici ma anche i semplici lettori. E proprio per questo motivo ha affidato i suoi manoscritti direttamente al giudizio di chi legge, sacrificando tutto quello che la professionalità degli addetti ai lavori può garantire ad un libro, dalla veste grafica all’impaginazione, dall’editing alla scelta di pubblicare o meno questa storia.