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Una morte in diretta

Tom Bryce si trova in treno, sta tornando a casa da Londra, dove lavora, a Bristol, dove vive con sua moglie e i suoi figli. Seduto a pochi passi da lui si trova un uomo, che urla e impreca incessantemente da quando è salito. Fortunatamente per Tom il seccatore scende, dimenticando tuttavia un cd sul proprio sedile. Tom, di indole curiosa, lo porta a casa e la sera stessa, mentre sua moglie è a letto, decide di dare un’occhiata al contenuto. Quello che vi trova è raccapricciante: all’interno di una stanza di un posto indefinito, una giovane donna è uccisa e fatta a pezzi. Scioccato, Tom spegne il computer e fila a letto. L’indomani, sul suo Mac compare un messaggio minatorio, che gli intima di non rivelare a nessuno, specialmente alla polizia, quello che ha visto, o sua moglie e i suoi figli faranno la stessa fine della ragazza. Dopodiché, il computer smette di funzionare. Diverse ore dopo, una signora ritrova la mano della vittima, e allerta la polizia di Brighton. Sul posto arriva, come di consueto, il soprintendente investigativo Roy Grace, che con questa indagine si gioca una bella fetta di carriera…

Connettetevi al sito della Scarab Inc., registratevi come avrete fatto mille altre volte e mettetevi comodi in poltrona – magari anche con una birra e un pacchetto di sigarette – e tenetevi pronti per un perfetto omicidio in Rete, in diretta, tutto da gustare (si sa, la curiosità umana oltre che essere morbosa non conosce davvero limite). Kellie e Tom sono le vittime prescelte, incatenati e paralizzati dalla paura, attendono – probabilmente vicini al cardiopalma – la fine prevista per le ore 21.15. Come mai questa povera coppia pare destinata ad fine tanto orribile in classico stile snuff movie? Perché Tom ha trovato qualcosa che non avrebbe mai dovuto finire nelle sue mani, un cd che riprende la scena di un omicidio, avvenuto in diretta, più o meno quello che sta per accadere a loro, sventurati e sempre più prossimi alla triste figura incappucciata con la falce in mano. In un mondo in cui, soprattutto in Rete, succede davvero di tutto, la storia raccontata da Peter James non risulta poi così poco credibile: il fatto che il tutto sia condito da uno scioltissimo stile thriller carico di agonia, quasi il tempo scorresse in modalità forward, rende la narrazione una fucilata da seguire alla moviola formulando ipotesi su dove andrà a conficcarsi il proiettile. Roy Grace è l’eroe/antieroe del romanzo, detective tormentato da vicende personali non troppo 'simpatiche' e deciso a salvare le vite in pericolo, si mette contro un’associazione gerarchica organizzata peggio della mafia nostrana. Come spesso accade, In Rete è il secondo episodio in Italia di una saga cominciata con Al Buio e l’autore è un produttore cinematografico, ragione per cui non c’è da sconvolgersi se il titolo ha venduto centinaia di migliaia di copie. La storia è infatti sviluppata come una pellicola cinematografica, è reale e diretta, dinamica, scattante. Da non perdere per chi, sul web, ci passa le giornate e magari anche le nottate. Fate attenzione a non scoprire qualcosa che non dovreste assolutamente sapere.