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Una morte impossibile

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Fox si guarda intorno per dare un’occhiata all’ambiente. Si tratta di una stazione di polizia moderna; ha l’aspetto della reception di uno studio medico o di un ufficio dei servizi sociali. Sul banco, accanto ad un pulsante, c’è un cartello che invita a premerlo per chiamare e Fox lo ha già fatto da diversi minuti, ma ancora non si è vista un’anima viva. Dietro al banco c’è uno specchio trasparente, da cui senza ombra di dubbio qualcuno ha già osservato i tre nuovi arrivati: l’ispettore Malcolm Fox, il sergente Tony Kaye e l’agente Joe Naysmith. D’altra parte, il loro arrivo era già stato anticipato al commissariato e i colloqui con l’ispettore Scholes e i sergenti Haldane e Michaelson sono già stati fissati. Fox fa parte della Lamentele, un’unità chiamata ad esaminare l’integrità e la correttezza delle azioni dei colleghi. Poliziotti che indagano su altri poliziotti, per intenderci. Ecco perché, ovunque si rechino, Fox e colleghi non sono mai ben accetti. E ora si trovano lì, a Kilcaldy, un paesino costiero del Fife a quaranta minuti da Edimburgo, per verificare se i tre agenti con cui dovrebbero incontrarsi a breve hanno coperto o meno un loro collega, il detective Paul Carter, accusato e condannato per molestie sessuali. Dovrebbe essere un’operazione piuttosto semplice e breve, se solo qualcuno si degnasse di presentarsi e metterli in contatto con Scholes, Haldane e Michaelson. Ma nessuno si palesa. In piedi, nell’ingresso del commissariato, Fox e gli altri sono sempre più irrequieti e si chiedono se restare lì ad attendere oppure telefonare al loro capo a Edimburgo per presentare un’altra lamentela. Ma forse è meglio scegliere una terza opzione: uscire di lì e muoversi un po’ per il paese. Joe propone una passeggiata sulla spiaggia, ma Kaye si dirige senza indugi verso una delle strette vie che risalgono verso la zona dei negozi. Il sergente Tony Kaye non si accontenta del primo caffè che capita e va sempre alla ricerca del migliore sulla piazza…

Il secondo romanzo che vede come protagonista l’ispettore della Lamentele Malcom Fox - personaggio frutto della fantasia di Ian Rankin, uno dei migliori autori di crime stories del nostro tempo, definito a ragione il re incontrastato del giallo scozzese - racconta qualcosa in più, rispetto al primo volume della serie, a proposito del protagonista, un uomo inquieto, alle prese con gli interrogativi e i dubbi legati alla sua attività lavorativa. Fox si chiede se potrà mai tornare - lui, agente della disciplinare il cui compito è unicamente quello di verificare se l’operato dei suoi colleghi si svolga nel pieno rispetto delle regole e dell’etica professionale - ad essere un detective normale, uno di quelli che si sporcano le mani sul campo e si adoperano fino in fondo per arrivare alla verità. Anche la sua vita personale sembra fare acqua da tutte le parti: il padre si sta pian piano rifugiando nel proprio mondo, mentre i rapporti con la sorella, che non risparmia occasione per rinfacciargli lo scarso impegno nei confronti dell’anziano genitore, appaiono tesi e difficili. Come al solito, poi, ogni nuovo caso in cui Fox è coinvolto genera diffidenza e una certa ostilità. Nessuno vuole che gli uomini della Lamentele ficchino il naso nell’operato dei poliziotti veri, quelli che lavorano sulle strade e non trascorrono il loro tempo esclusivamente a compilare incartamenti e a dare il via ad antipatiche azioni disciplinari. Ma questa volta è diverso. Quella che all’inizio appare come una semplice indagine di routine assume una nuova veste che porta il nome di Francis Vernal, avvocato nazionalista morto nel 1985 in circostanze misteriose, sulle quali Fox desidera far luce, a tutti i costi. E che non si dica, quindi, che gli agenti della disciplinare si occupano solo di scartoffie! Un cold case, al quale si affiancano poi altre morti sospette, che impegna l’ispettore Fox - tra intricati complotti, verità taciute, amicizie sospette e rivelazioni inattese, sullo sfondo di una Scozia magica e misteriosa - in una caccia mozzafiato fino alla scoperta di una verità insospettabile. Con lo stile crudo ed essenziale diventato suo marchio di fabbrica, Rankin offre al lettore una trama avvincente ricca di colpi di scena, una storia che non delude affatto chi segue l’autore fin dal suo esordio nel 1986.