Nell’ospedale Elly è conosciuta, per via della scarlattina che ogni tanto ha richiesto il consulto dei medici. Né il custode, quindi, e nemmeno l’infermiera che incontra nei corridoi le chiedono nulla, fino a che infila la chiave nella toppa ed entra, guardandosi intorno circospetta, in una delle camerette dei giovani assistenti. All’improvviso si sente bussare, qualcuno chiede del dottore, lei trattiene il respiro, finalmente torna il silenzio. Dopo un poco arriva Berthold, il dottore, il giovane di cui Elly è innamorata. Le spiega che a cercarlo deve essere stata la cameriera di certi suoi amici; a lui, in fondo, chiedono solo un po’ di conforto: il marito della coppia è gravemente ammalato. I due giovani si rilassano, si abbracciano, si baciano, possono approfittare di poche ore rubate per stare un po’ insieme. Berthold ha portato qualche dolcino e qualche birra, che consumano sul divano mentre parlano e fanno progetti. Ecco che però tornano a bussare. La cameriera scongiura in nome di Dio, e Berthold va dal moribondo ma convince Elly ad aspettarlo. Lei siede sul davanzale e guarda le cime scure degli alberi nel cielo stellato, un po’ si addormenta. È notte fonda quando il giovane medico torna, il suo amico è morto. Per la ragazza è rischioso uscire adesso e resta con lui. Ma ormai un turbamento profondo si è insinuato tra loro, l’impotenza davanti alla morte li sconvolge. “Che sono poi tutto l’amore e la gioia se vengono stinti dal più leggero soffio del regno della morte?”…
